Malinin e quel gesto del padre allenatore che fa infuriare il web: quanta pressione dai genitori...

Il "Dio del ghiaccio" ha confessato che pensava di fare il calciatore: "Ma i miei non avevano tempo di portarmi agli allenamenti". Mamma Tatiana e papà Roman hanno partecipato alle Olimpiadi con l'Uzbekistan e il figlio alla fine ha seguito la loro strada
Dall'inviato Valerio Minutiello
3 min

CORTINA - Non reggere alla pressione. Questo è quello che è successo ieri al "Dio del ghiaccio", Ilia Malinin che sul ghiaccio ci è caduto rovinosamente due volte, e ha fallito clamorosamente l'appuntamento con l'oro alle Olimpiadi invernali. Era diventato famoso per il suo salto mortale all'indietro, vietato fino a due anni fa, che aveva stregato anche Djokovic. Aveva gli occhi del mondo addosso e non ha retto la pressione, che gli arrivava da fuori, ma forse soprattutto da dentro. È diventata virale nelle ore successive alla gara la foto del papà allenatore Roman Skorniakov, che invece di abbracciare il figlio disperato al suo fianco si mette le mani nei capelli. In quel momento Malinin aveva solo bisogno di conforto, di un sostegno che non è arrivato. Andando a leggere la storia della sua famiglia si può capire quanta pressione deve subire. 

Ilia Malinin: "Volevo fare il calciatore, ma..."

Ilia Malinin in fondo è solo un ragazzo di 21 anni, ed è cresciuto con due genitori che sono stati entrambi pattinatori olimpici, e poi sono diventati i suoi allenatori. "Pensavo che sarei diventato un calciatore - ha raccontato in un'intervista a People prima delle Olimpiadi - ma i miei genitori non avevano tempo per accompagnarmi agli allenamenti di calcio, quindi ho iniziato a pattinare". Tatiana Malinina e Roman Skorniakov sono nati in Russia e si sono conosciuti sulla pista di pattinaggio. 

Chi sono i genitori di Ilia Malinin

Tatiana è nata nel 1973 a Novosibirsk allora parte dell’unione sovietica. Poi si è trasferita in Uzbekistan e l’ha rappresentata anche alle Olimpiadi invernali di Nagano nel 1998, dove si è classificata ottava proprio come il figlio. Si era qualificata anche per quelle di Salt Lake City del 2002 ma l’ha fermata l’influenza. Ilia porta il cognome maschile della mamma perché pensavano che quello del padre fosse difficile da pronunciare. Tatiana è un’allenatrice professionista e segue anche il figlio anche se ha detto che è troppo nervosa per seguirlo: “Ho la sensazione che appena mi innervosisco, lui se ne accorge. Sento che abbiamo un legame forte”. Per questo motivo a seguirlo c’è il padre, anche lui ex pattinatore che ha gareggiato con la Russia prima di passare con l’Uzbekistan. Ha partecipato alle Olimpiadi del 1998 e del 2002 classificandosi sempre al 19esimo posto. Nel 2000 Roman e Tatiana si sono trasferiti negli Usa, nella Virginia settentrionale, e per questo Ilia gareggia con gli Stati Uniti.

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