Federica Brignone e la secca risposta su Bastoni in Inter-Juve: "Da noi competitività sana, certe cose non esistono..."
Le due medaglie olimpiche e i dubbi sul futuro. Federica Brignone risponde alle domande dei cronisti in conferenza stampa e parla delle sensazioni vissute dopo il doppio successo alle Olimpiadi invernali. Molti atleti, dopo aver raggiunto il top, hanno parlato della paura del vuoto. Di quanto fosse complicato trovare nuovi stimoli. "Nella mia vita - ha ribadito l'atleta azzurra - non ho solo vinto questi due ori, ma sono quindici anni che la mia carriera va avanti e in modo soddisfacente. Nelle ultime stagioni è stato sempre un crescendo. Mi sono posta tante domande: so di aver lavorato come una pazza per ottenere questi risultati e sono stata una vera professionista per raggiungere certi risultati. Io ho raggiunto queste medaglie facendo cose diverse: non ho fatto una preparazione normale, non mi sono allenata come volevo. Il raggiungimento di questi risultati non mi crea il vuoto, ma tanti casini. Dopo dieci mesi così, l'unica cosa che vorrei è restare tranquilla e pensare alle mie cose. Non ho paura del vuoto, non ho mai avuto cinque minuti per annoiarmi". Sul futuro: "Io vivo il presente, non mi sono fatta dei progetti. Per il momento i miei sogni erano legati allo sport. Vorrei fare un viaggio, senza dover tornare per degli impegni. Il mio grande sogno è che la mia vita non cambi".
Bastoni e la differenza con lo sci
Federica Brignone è stata poi interpellata sull'episodio che ha visto protagonista Bastoni in Inter-Juve e sulla differenza con quanto accaduto sulle piste: con le sue avversarie che si sono inchinate dinanzi a lei dopo il successo. "Non faccio paragoni, ma nel nostro sport queste cose non esistono: è impossibile. Noi come sportive abbiamo dei valori forti. Nello sport la meritocrazia ancora vale. Il cronometro non è influenzabile in nessun modo: ed è per questo che nel nostro sport c'è una competitività sana: in nessun modo io potrò influenzare il gioco del mio avversario, come accade in altri sport. Da noi c'è un rispetto totale: basta sbagliare una curva e puoi finire dieci mesi in riabilitazione: per questo nel nostro sport c'è rispetto, ma non invidia e una rivalità brutta. Serve che possa dare esempio anche per gli altri". Sulla preparazione alle gare: "Ho cercato di dare il massimo in ogni momento. E' stato tutto molto difficile e lo può confermare chi ha fatto questo percorso con me".