Torquati: "Brignone e Tabanelli, ecco cosa c'è dietro e perché nel calcio non sarebbe stato possibile"

Il presidente della Federazione Italiana Fisioterapisti dello Sport spiega come hanno fatto le nostre atlete a vincere delle medaglie alle Olimpiadi invernali poco dopo due infortuni pesanti
Valerio Minutiello
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Inviato a Milano - Federica Brignone e Flora Tabanelli hanno compiuto due miracoli sportivi e scientifici, perché entrambe sono riuscite a vincere delle medaglie alle Olimpiadi invernali - rispettivamente due ori e un bronzo - poco dopo aver subito un pesante infortunio. Tutti si sono chiesti come sia stato possibile un recupero così veloce. La Tigre 315 giorni dopo, nonostante due operazioni e 7-8 viti ancora nella tibia; la giovanissima Flora, 102 giorni dopo, grazie alla terapia conservativa. Due storie diverse, ma con alcuni punti in comune: entrambe hanno scelto il J-Medical e ce l'hanno fatta anche grazie al lavoro fondamentale dei medici e fisioterapisti che le hanno assistite. Ne abbiamo parlato con Riccardo Torquati, presidente della Federazione Italiana Fisioterapisti dello Sport. 

Come se lo spiega tutto questo, Brignone e Tabanelli hanno fatto un miracolo?

"Sono due situazioni diverse: la Brignone ha subito una frattura pluriframmentaria della tibia con lesione del crociato: lì è stato un lavoro di equipe, tra l’ortopedico, i fisioterapisti, e i preparatori atletici che le hanno permesso di vincere due medaglie. Questo però non sarebbe stato possibile in altri sport. Nello sci il ginocchio è in posizione flessa, e ha sollecitazioni tali che, con un ottimo tono muscolare, riesce ad essere tutelato e non andare incontro a nuove lesioni. In altri sport come calcio o basket, in cui il cambio di direzione e la rotazione interna del ginocchio è molto più intensa e ripetuta non sarebbe stato possibile. Tabanelli a soli 18 anni e poco più di tre mesi dopo una lesione al crociato ha fatto una gara di freestyle, dove il ginocchio è in volo, non fisso a terra. Ancora di più la stabilità data da un ottimo tono muscolare ha fatto la differenza. In questo caso conta anche l’età giovane per la stabilità del tono muscolare".

Tabanelli ha scelto la terapia conservativa, ha fatto bene visto il risultato?

“Oggi è un filone importante quello della terapia conservativa. C’è una grande tendenza a consigliarla, anche tra i chirurghi più affermati. Si è visto che biostimolando il legamento lesionato, in alcuni casi si riesce a evitare l’intervento chirurgico e a far riparare il legamento crociato anteriore, che quindi generà una stabilità maggiore, supportata dal tono muscolare. Anche perché il crociato si ricostruisce con un tendine, che non è forte come un legamento”.

Brignone e Tabanelli hanno scelto il J-Medical: è il top in Italia?

"Conosco il J-Medical perché seguo alcuni ragazzi che lavorano lì, so che è una struttura d’eccellenza, ma come lo è anche Isokinetic che tratta i giocatori del Bologna calcio e altri professionisti. Poi ci sono tante altre realtà in Italia, molti stranieri vengono a farsi operare e poi fare riabilitazione da noi, siamo un’eccellenza ormai". 

Queste medaglie andrebbero consegnate anche agli staff medici?

"Sono il risultato dell’integrazione di ortopedia, fisioterapia e preparazione atletica. Proprio di questo parleremo con i massimi esperti dei vari settori nel terzo Convegno Nazionale della Federazione Italiana Fisioterapisti dello Sport (FIFS), in programma a Roma sabato 28 febbraio”.

Oltre al corpo però c'è la mente: Brignone ha fatto anche l'ipnosi

“Stiamo parlando di super atleti, che hanno un mindset tale da riuscire a convivere con i dolori più atroci, perché sotto gara entra in gioco l’adrenalina e la visualizzazione della performance e quindi c’è tutto un lavoro di coaching dietro, che solo questi super eroi che hanno fatto la storia dello sport possono portare a compimento. Ci sono tecniche di training autogeno, lo faceva Sara Simeoni prima del salto in alto. Poi ci sono tecniche di visualizzazione del risultato, di mindfulness, fino all’evoluzione dell’ipnosi. Sono tutte tecniche di controllo mentale e visualizzazione della performance, che non sono stregoneria ma hanno un fondamento scientifico”.


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