Lindsey Vonn shock, ecco come i medici hanno evitato l'amputazione della gamba: la sindrome compartimentale e la fasciotomia, cosa è successo
Lindsey Vonn ha spiegato in un dettagliato video sui social perché ha evitato l’amputazione della gamba. Cosa è successo nelle ore successive al terribile incidente nella discesa libera alle Olimpiadi invernali a Cortina di cui è rimasta vittima la campionessa di sci americano? Il trasporto in ospedale a Treviso in elisoccorso e le 5 operazioni in pochi giorni. Un infortunio gravissimo, che come ha detto Lindsey poteva avere conseguenze devastanti. La brutta caduta, avvenuta soltanto 13 secondi dopo la partenza, le ha provocato una frattura complessa della tibia sinistra, ma nelle ore successive c’è stata una pesante complicazione: si è sviluppata quella che in termini medici si definisce una sindrome compartimentale. La pressione interna ai muscoli aumenta talmente tanto che può compromettere la circolazione sanguigna all’interno dell’arto, danneggiando nervi e tessuti. Se non si interviene subito, l’amputazione dell’arto poi resta l’unica alternativa.
Lindsey Vonn, la guarigione è ancora lontana
“Il Dr. Tom Hackett mi ha salvato la gamba”, ha spiegato Vonn, che finalmente è tornata a casa e riesce a stare seduta, non più sdraiata, anche se ci vorrà almeno un anno per la completa guarigione della gamba. Il medica del Team Usa menzionato, l’ha salvata eseguendo una fasciotomia, cioè aprendo chirurgicamente entrambi i lati della gamba per farla respirare e alleviare la pressione. “Questo ha fatto la differenza”, ha aggiunto Lindsey. Per la statunitense è stata necessaria anche una trasfusione di sangue, perché ne ha perso molto per gli interventi chirurgici, e ha avuto anche le emoglobine basse. Adesso il peggio è passato, e Lindsey è tornata a sorridere.
