L'abbraccio con la figlia Stefania Constantini e l'emozione di Monica: "Soffro come la mamma di Sinner"

A Casa Italia a Cortina brividi per la festa dedicata all'atleta azzurra ed Amos Mosaner, per il bronzo nel doppio misto di Curling alle Olimpiadi invernali. Tutti i dettagli
dall'inviato Valerio Minutiello
3 min

CORTINA - Mamma Monica non riusciva a contenere l'emozione per il bronzo di Stefania Constantini. Dal suo volto traspariva tutta la gioia, la soddisfazione e l'orgoglio per la figlia, che ha visto soffrire veramente tanto. Durante le celebrazioni con il compagno di squadra Amos Mosaner per il bronzo nel doppio misto di Curling, Stefania e Monica si sono sciolte in un lungo ed emozionante abbraccio. A vederla così da vicino ha ricordato la signora Siglinde, la madre di Sinner, che spesso non ha retto la tensione ed è uscita durante i match di Jannik. La famiglia di Stefania Constantini è di casa a Cortina: la signora Monica fa l'insegnante proprio qui, alla scuola elementare, e quindi per lei questo bronzo è davvero speciale. 

Signora Monica, cosa c'era in quell'abbraccio con Stefania?

"C'era tutta la soddisfazione per il superamento di una situazione molto pesante che si è vista nei primi giorni delle Olimpiadi, anche se lei è stata brava perché è riuscita ad andare oltre".

Intende l'esclusione della compagna di squadra Angela Romei?

"Sì, esatto. Amos Mosaner forse era meno coinvolto, ma per lei è stata una catastrofe". Il riferimento è alla compagna di squadra Angela Romei, esclusa dal team femminile prima delle Olimpiadi. Per Stefania Constantini è una grande amica, le ha dedicato la vittoria emozionata, e forse con un pizzico di rabbia dopo aver vinto il bronzo. 

Anche lei soffre così tanto in tribuna, come la mamma di Sinner?

"Sì, anche io soffro tanto, le mie guance sono viola anche adesso. Quando sei in tribuna vorresti entrare in campo e spingere queste stone, oppure vorresti fermarle, o vorresti solo abbracciarla, quindi sì, devo dire che è una sofferenza".

Ma lei è mai uscita durante una partita per la troppa sofferenza, come la mamma di Sinner?

"No, io non sono mai andata via durante una partita, sono sempre rimasta a guardare Stefania fino alle fine, anche se soffro sempre a vederla, anche in una gara di qualificazione".

 

 

 


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