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Olimpiadi, Rio de Janeiro: da microscosse a Gps, l'hi-tech fa volare gli atleti

Olimpiadi, Rio de Janeiro: da microscosse a Gps, l'hi-tech fa volare gli atleti
© EPA

Le ricette per vincere una medaglia olimpica sono sempre più hi-tech, e molti campioni cercano 'aiutini' in allenamento per guadagnare quel piccolo quid che fa la differenza

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sabato 30 luglio 2016 14:02

ROMA - Sudore, fatica, ma anche Gps e persino stimolazione elettrica. Le ricette per vincere una medaglia olimpica sono sempre più hi-tech, e molti campioni cercano 'aiutini' in allenamento per guadagnare quel piccolo quid che fa la differenza. Un esempio è la cuffia realizzata da Halo, una start up statunitense, che per migliorare le prestazioni utilizza la stimolazione magnetica transcranica, una tecnica che prevede l'utilizzo di piccole scosse dirette verso aree ben precise del cervello. Il dispositivo, riporta la rivista del Mit Technology Review, rilascia una debole corrente nella corteccia motoria, l'area del cervello deputata al movimento, e secondo gli ideatori è in grado di migliorare le performance in gesti precisi, come l'uscita dai blocchi di partenza o il salto di un ostacolo.

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GLI ATLETI CHE LA USERANNO - Alla base della teoria ci sono diversi studi che hanno dimostrato che la stimolazione magnetica transcranica può aumentare l"accensione' dei neuroni, anche se le dimostrazioni del miglioramento delle prestazioni, atletiche ma anche cognitive, sono ancora poche. Gli atleti che gareggeranno a Rio dopo essersi allenati con l'aiuto della cuffia, che non viola i regolamenti, saranno Hafsatu Kamara, una sprinter della Sierra Leone, Michael Tinsley, ostacolista della nazionale statunitense medaglia d'argento nel 2012, Mike Rodgers, staffettista Usa, Mikel Thomas, ostacolista di Trinidad e Tobago e Natasha Hastings, una staffettista statunitense che ha vinto l'oro olimpico nel 2008. "I nostri test con gli atleti d'elite sono una prova sufficiente - spiega Daniel Chao, fondatore della compagnia che vende il dispositivo a 649 dollari (585 euro) - ma stiamo comunque per pubblicarli su una rivista scientifica".

GLI ALTRI STRUMENTI - Quello della cuffia non è l'unico esempio di hi-tech applicato allo sport, anche se forse è l'unico così 'invasivo'. I team di boxe di Usa e Canada ad esempio usano Hykso, un dispositivo con Gps e accelerometri che viene inserito nei guantoni e permette di sapere quanti pugni sono stati dati durante una sessione di allenamento, la loro velocità e se hanno colpito o no l'obiettivo. "Queste misure sono molto importanti - spiega Tommy Duquette, ex pugile e cofondatore della compagnia che ha messo a punto il dispositivo alla rivista Wareable -. Se non si dà un certo numero di pugni non si sta combattendo bene". Nella lista di innovazioni non poteva mancare la realtà aumentata, quella alla base della fortuna del gioco Pokemon Go. Il team Usa di ciclismo, ad esempio, utilizza degli occhiali speciali che mostrano all'atleta mentre si allena velocità, distanza percorsa, battito cardiaco e tutta una serie di parametri legati a sensori distribuiti su tutto il corpo.

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