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Rio 2016, che domenica! Pioggia di medaglie per l'Italia

Rio 2016, che domenica! Pioggia di medaglie per l'Italia

Gli ori di Basile nel judo e Garozzo nel fioretto, gli argenti di Cagnotto-Dallapè e Giuffrida, il bronzo di Longo Borghini: festa azzurra alle Olimpiadi

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domenica 7 agosto 2016 23:27

ROMA - Una pioggia di medaglie. Per la spedizione italiana a Rio de Janeiro è una domenica da ricordare. Nel giro di poche ore piovono su Casa Italia cinque medaglie, di cui due d'oro. Comincia Elisa Longo Borghini con il bronzo nella prova su strada di ciclismo, proseguono Tania Cagnotto e Francesca Dallapè con l'argento nel trampolino tre metri dei tuffi sincro, un altro argento, quello di Odette Giuffrida nel judo. Poi due ori in mezz'ora: il piemontese Fabio Basile ancora nel judo (è il duecentesimo nella storia delle partecipazioni italiane alle Olimpiadi) e Daniele Garozzo nella scherma. Successi che fanno salire l'Italia al secondo posto nel medagliere provvisorio, dietro solo all'Australia.

IL MEDAGLIERE -  MALAGO': «GIORNATA RECORD»

CICLISMO, ELISA LONGO BORGHINI BRONZO NELLA PROVA SU STRADA
«Sono felicissima per questa medaglia, perché l'ho ottenuta in una gara dal percorso molto difficile. Non credevo fosse così dura» Dopo aver pianto nelle braccia del ct Edoardo Salvoldi, la piemontese Elisa Longo Borghini, bronzo nel ciclismo su strada donne, racconta le sue prime impressioni. Sul lungomare di Copacabana si piazza terza nello sprint con l'olandese Anna Van der Breggen, la vincitrice del Giro d'Italia 2015 e qui oro, e la svedese Emma Johansson. Così il bronzo è suo, di questa ex regina delle Fiandre che lo conquista al termine di 137 durissimi chilometri, con il vento e il manto stradale che mettono a dura prova l'equilibrio di chi gareggia. L'azzurra è sorella di Paolo Longo Borghini, buon gregario da ciclista professionista, e figlia di Guidina Dal Sasso, ex sciatrice di fondo che ha partecipato a tre edizioni delle Olimpiadi invernali. Su di lei puntava Salvoldi, e i fatti gli hanno dato ragione, vista la tempra di questa ragazza capace di tornare ai più alti livelli dopo il pauroso incidente occorsole nel campionato italiano di tre anni fa, quando la ricucirono con cento punti, molti dei quali per lesioni interne. «Proprio ieri ho parlato con Nibali - racconta a Copacabana - e mi ha detto che si trattava di una discesa molto tecnica, ma anche insidiosa. Quindi l'ho percorsa facendo molta attenzione. Io so so cosa vuol dire avere un brutto incidente, perché ne ho avuto uno tre anni fa e ne porto ancora i segni. Ma adesso sono troppo felice per pensarci».

CAGNOTTO-DALLAPE' ARGENTO NEI TUFFI
Si vince e si perde insieme in questa tavola a due piazze, in questa vita fatta di avvitamenti in simbiosi, sempre sospese a metà tra acqua e cielo. Quattro anni fa si erano morse le labbra per trattenere le lacrime davanti a quei decimi che le avevano separate da una storica medaglia olimpica, l'unico tabù al femminile nell'Italia dei tuffi. Stavolta no, le lacrime ci sono ancora, ma sono di gioia: Tania Cagnotto e Francesca Dallapè, 31 e 30 anni, la rivincita se la prendono a Rio, dove dove pensavano di non arrivare vista l'età. E invece per loro è un argento che sa di storia, perché alle Olimpiadi mai prima i tuffi in rosa erano entrati nel medagliere. E per Tania, ultima partecipazione ai Giochi, questo argento è il coronamento di una carriera da collezionista di podi, ori a valanga agli europei e poi quei bronzi mondiali che l'hanno sempre messa, nell'individuale, lei unica europea alle spalle delle cinesi. Nella piscina scoperta del centro Maria Lenk, sotto un cielo plumbeo e la pioggia a tratti, il vento che aveva spazzato tutto il giorno il parco olimpico di Barra, le due signore dei tuffi sono state sempre attaccate alle imprendibili, il duo Shi Tingmao e Wu Minxia, volato verso l'oro senza pero' mai possibilità di essere raggiunte: 345.60 il punteggio delle asiatiche in costume rosso, 313.83 quello delle azzurre, e poi le australiane (Keeney-Smith). Stavolta l'amaro del quarto posto tocca alle canadesi.

 Le due amiche per la pelle - Francesca sarà testimone di nozze di Tania il 24 settembre, quando la bolzanina dirà sì all'Elba al suo Stefano - hanno tenuto al largo le rivali. Subito seconde con i due salti obbligatori (indietro a carpiato) hanno staccato il Canada di dieci punti, quella stessa Abel che quattro anni fa beffò le italiane prendendosi il bronzo. Nel terzo tuffo qualche sbavatura, il doppio e mezzo avanti con avvitamento non esce pulitissimo e nella testa torna l'incubo di quattro anni fa. Ma la classifica tiene, le cinesi del pianeta Marte sempre avanti. Nemmeno il quarto salto, il triplo e mezzo avanti è da incorniciare (66.03 il punteggio). Anzi. Poco sincronizzate e con un ingresso un po' largo soprattutto di Tania. Ma non basta per guastare la festa che esplode nel quinto e ultimo salto, un doppio e mezzo rovesciato carpiato, da 74.70 punti.

BASILE ORO NEL JUDO 
Un caporal maggiore tutto d'oro. È nato a Rivoli (Torino) il 7 ottobre 1994, Fabio Basile, primo italiano a salire sul gradino più alto del podio ai Giochi di Rio 2016. Atleta dell'Esercito, celibe, vive a Settimo Torinese (Torino). Alto 1,72 metri per 66 kg (la sua categoria), una promessa fin dalla categoria Cadetti, dove conquistò un oro, un argento e due bronzi tra europei e mondiali giovanili. Poi due terzi posti, ai Giochi del Mediterraneo 2013 (quando aveva 19 anni) e agli ultimi Europei.

 Nell'ultimo appuntamento di qualificazione olimpica a disposizione ha avuto la meglio sull'"amico- rivale" Elio Verde, che a Londra 2012 aveva chiuso al quinto posto. Il suo vero segreto - racconta chi lo conosce bene - sta nella famiglia, che lo ha sempre seguito nel percorso della sua giovane e brillante carriera. Fabio ama stare in compagnia e relazionarsi con le persone anche attraverso i social: su twitter, poche ore prima dell'inizio della prova olimpica, aveva postato una frase emblematica sulla sua avventura a Rio: "Il sogno di ogni atleta.. Ora comincia il mio". E il suo sogno si è realizzato.

CALENDARIO E RISULTATI

GAROZZO ORO NEL FIORETTO 
Con tre giorni di ritardo, ma sicuramente è il più bel regalo di compleanno della sua vita. Lo scorso 4 agosto, Daniele Garozzo (medaglia d'oro nel fioretto maschile ai Giochi a cinque cerchi di Rio 2016) ha festeggiato 24 anni. Siciliano di Acireale (Catania), ha centrato il successo più importante della sua carriera alla prima prima partecipazione olimpica. A Rio Daniele sta vivendo l'esperienza ai Giochi insieme al fratello maggiore Enrico, specialista della spada: pochi attimi dopo la vittoria i due si sono stretti in un lungo abbraccio. Tesserato con le Fiamme Gialle, alto 1,80 per 72 chilogrammi, celibe, il neo campione olimpico ha il calcio come hobby. Le qualità di Garozzo junior si erano già viste tutte nel percorso con le nazionali giovanili, con successi ottenuti a livello europeo e mondiale. Poi ha raccolto risultati di prestigio anche con la rappresentativa maggiore, come l'argento individuale agli Europei e l'oro iridato a squadre. Con quest'ultimo risultato, si era garantito la prima presenza olimpica in carriera, che gli ha permesso di confermare la splendida tradizione dell'Italia nel fioretto.

GIUFFRIDA ARGENTO NEL JUDO
«Provo una sensazione strana. Una parte di me è contenta per la medaglia d'argento, perché ho solo 21 anni e questa è stata la mia prima Olimpiade. Ma non posso dire di essere totalmente felice, perché volevo la medaglia d'oro». Così la judoka romana Odette Giuffrida, 21enne del quartiere di Montesacro, dopo la premiazione dei 52 kg di judo. L'oro è andato alla kosovara Kelmendi Majlinda, il primo per il suo Paese. Per Giuffrida arriva un argento dopo un torneo sorprendente condotto sempre con coraggio.
L'oro olimpico per lei è solo rimandato, ma scende dal tatami senza rimpianti: «Avevamo buone sensazioni - ha confessato - ma era impensabile ipotizzare questo risultato. E' fantastico, la nostra è una squadra giovane e con grande potenziale per il futuro. L'avevo detto che niente è impossibile. Non ho pensato a vincere né a perdere, solo a non avere rimpianti e non ne ho». Il suo primo pensiero è all'Italia, a cui il judo ha regalato la medaglia numero 200 della sua storia a cinque cerchi: «Sono fiera del tricolore - ha concluso Odette - sul podio ho avuto i brividi. Sono orgoglioso di essere italiana».

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