Olimpiadi, Isinbayeva si ritira: «Sarà Dio a giudicarmi»

L'atleta russa annuncia il suo addio all'attività agonistica in una conferenza a Rio

© EPA
Mattia Mallucci

RIO DE JANEIRO - «Oggi, il 19 agosto 2016, posso dire che la mia carriera da atleta si conclude». Elena Isinbayeva annuncia così il suo ritiro dall’attività agonistica, durante la conferenza stampa tenutasi presso il centro media del parco olimpico di Rio de Janeiro.

GIUDIZIO DIVINO - L’atleta, 34 anni, è stata esclusa come tanti altri atleti del suo paese dalle Olimpiadi di Rio a causa del caso doping che ha travolto la Russia. «Quando sono arrivata a Rio ho detto che non avrei mai perdonato la Iaaf (la federazione internazionale di atletica), per avermi tolto questi Giochi. Oggi dico che non devo essere io a perdonarli ma spero che loro si sentano bene con la propria coscienza, perché sarà Dio a giudicarli».

CARRIERA PULITA - «Tutta la mia carriera e tutti i miei successi sono puliti -ha detto ancora la ormai ex saltatrice con l’asta- invece non ho potuto partecipare a Rio perché qualcuno ha deciso che tutti dovevano pagare per le possibili colpe di qualcuno. Sono venuta qui a Rio e ho detto subito che non avrei mai perdonato chi mi ha impedito di partecipare ai Giochi. Ora qui ho cambiato idea, io non sono un giudice o Dio, se alla Iaaf pensano di averci trattati nella maniera adeguata, allora lasciamo che sia Dio a giudicarli. Le regole devono essere uguali per tutti, invece le cose non sono andate così. Vorrei sempre vedere la giustizia prevalere, ma che sia uguale per tutti. Io sono pulita e spero che nessuno durante la mia carriera abbia mai avuto alcun dubbio».

MEMBRO CIO - La Isinbayeva è stata eletta membro Cio in rappresentanza degli atleti. Un motivo di orgoglio per la russa. «Sono stati gli atleti che mi hanno eletto. Gli atleti, nessun altro. Per me è il messaggio più importante. Lavorerò per uno sport pulito, e perché questo non accada più. Che non si paghi per gli errori di altri. Il mio messaggio per tutti gli atleti è di non farsi strumentalizzare per scopi politici».

MEDAGLIE A META’ - Per la Isinbayeva le medaglie di Rio “non possono avere lo stesso valore rispetto ad altre Olimpiadi perché manca la Russia. Chissà come sarebbero andate le cose se ci fossi stata io in pista. Però, ovviamente, non dipende dagli atleti degli altri paesi. Le accuse di doping nei nostri confronti sono state poco specifiche. Tante accuse, ma poche prove per dimostrare che fossimo tutti da punire. La decisione di tenerci fuori, è stata ingiusta”.

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