Rio, Setterosa d'argento: Usa troppo forte, vince 12-5

Le Azzurre della pallanuoto sconfitte in finale
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RIO DE JANEIRO -  Un torneo quasi perfetto con un finale da incubo. Si arena sull'argento il sogno del Setterosa, troppo forte la corazzata Usa. Finisce 12-5 per le americane, oro strameritato per loro, tra qualche lacrima di rimpianto per le azzurre. Affondano nell'acqua azzurra della piscina di Rio i sogni d'oro delle azzurre che dodici anni dopo il trionfo di Atene, non riescono a bissare quel titolo a cinque cerchi, l'ultimo conquistato da una squadra italiana alle Olimpiadi, che chiudeva un ciclo di una squadra capace di vincere anche due titoli mondiali. Un'illusione durata poco, a dire il vero, appena un quarto, un po' sulla falsariga di quanto successo al Settebello nella semifinale contro la Serbia. Troppo forti le statunitensi, campionesse olimpiche nel 2012 a Londra e sempre podio nei tornei olimpici, e reduci anche dal successo mondiale di Kazan del 2015.

FOTO: SETTEROSA D'ARGENTO

USA TROPPO FORTE - Le ragazze a stelle e strisce dominano la finale. Un avvio subito in salita per il Setterosa che sotto già 4-1 dopo il primo quarto, prova a reagire ma trova nel portiere afroamericano degli Usa, Ashleigh Johnson, un baluardo quasi insuperabile. A metà gara, grazie ai gol da fuori di Radicchi e Bianconi, le ragazze del ct Fabio Conti, alla 200esima partita con la nazionale, sembrano tornare in partita chiudendo il secondo quarto sotto per 5-3. Ma è solo un fuoco di paglia. Le azzurre sbattono contro la prepotenza fisica del team Usa, e del gioco spumeggiante ammirato fin qui, fatto di palombelle, di movimento, di tiri da fuori, non si vede traccia. Le americane dilagano ancora fino a raggiungere gli otto gol di scarto nel corso dell'ultimo quarto. Un argento tutt'altro che da buttare per Garibotti, oggi non pervenuta, e compagne, reduci dal bronzo mondiale, che hanno comunque davanti un futuro roseo: l'età media della squadra è di 26 anni e mezzo, e con l'esperienza di un'olimpiade in più le ragazze si presenteranno a Tokyo per riprovarci. Non c'è stato dunque il lieto fine per Tania Di Mario, unica reduce di quel Setterosa capace di scrivere la storia della pallanuoto italiana, che a 37 anni voleva un finale diverso dopo una carriera interminabile con la calottina azzurra. Non basta a consolarla il gol segnato in un finale olimpica a distanza di 12 anni da quella di Atene. Finisce con le statunitensi in acqua a festeggiare con lo staff tecnico, mentre alle azzurre dopo le lacrime di gioia contro la Russia in semifinale, non resta che asciugarsi il volto: stavolta le lacrime sono solo di dolore

CONTI: «MIRACOLO SPORTIVO» - «Chi capisce di pallanuoto sa che queste ragazze hanno fatto un miracolo sportivo. A inizio stagione tutti ci avrebbero presi per matti se avessimo detto che avremmo fatto la finale olimpica e conquistato l'argento». Il ct del Setterosa, Fabio Conti, commenta così la prestazione della squadra ai Giochi di Rio, chiusa con una sconfitta nella finale per l'oro con le favorite ragazze degli Usa. «Il risultato del campo è scontato, loro sono una corazzata», ha proseguito il tecnico delle azzurre ai microfoni Rai. «Nel fare la partita non dovevamo permettere loro di andare via ma è successo, sono state molto più brave di noi", ha aggiunto Conti. "Gli Stati Uniti sono il punto di arrivo. Noi siamo stati molto bravi ci siamo lasciati indietro squadre molto forti come la Russia. Sembra una finale persa ma per noi è un argento che vale tantissimo", ha aggiunto Conti. "C'è un pò di tristezza per la sconfitta ma sul podio si accenderanno i volti per la medaglia conquistata»

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