Pellegrini sei leggenda, quinta finale olimpica

Federica ancora tra le prime 8 ai Giochi: nessuna come lei nella storia del nuoto femminile. "Sono felicissima, ringrazio il mio staff, la mia famiglia e anche i miei cani"
Pellegrini sei leggenda, quinta finale olimpica© EPA
Paolo de Laurentiis

TOKYO - Cinque su cinque valgono lacrime di commozione. Federica Pellegrini si regala un altro giro di gloria olimpica centrando la quinta finale ai Giochi nei 200 stile libero e si scioglie. Argento ad Atene 2004, oro a Pechino 2008, quinta a Londra 2012, quarta a Rio 2016. Solo Phelps nella storia del nuoto mondiale è riuscito a centrare la stessa sequenza. «Anche se lui quelle finali le vinceva tutte», ammette onestamente Federica.

Un’impresa, dopo le premesse di ieri e il pass per la semifinale con il quindicesimo tempo («Una gara di merda, c’è poco da dire», la sintesi della Divina). Stanotte ha messo in acqua tutto quello che aveva: talento, voglia di lottare, esperienza.

L’1’56”44 le regala il settimo tempo non lontano tra l’altro dalla zona podio, mezzo secondo più in là. Ma se ne parlerà domani («Per me il reparto medaglie è chiuso») questo è il momento della gioia, senza aspettative: «Non mi racconto palle, ho centrato il mio obiettivo massimo e sono veramente contenta. E’ tutto l’anno che faccio questi tempi, il livello si è alzato molto e io ci ho provato fino alla fine. Domani nuoterò il mio ultimo 200 olimpico e ne approfitto per ringraziare tutto il mio staff: Matteo, Marco Morelli il mio fisioterapista, Bruna, Tiziana, il dottore, la mia famiglia, anche i miei cani. Parigi 2024? Grazie no, il mio corpo sta contando i minuti, è stato un anno e mezzo faticosissimo».

Il dopo Tokyo comunque è già scritto: Federica nuoterà nel circuito dell’International Swimming League a Napoli, tra la fine di agosto e l’inizio di settembre. Dovrebbe essere quella l’ultima gara della carriera, salvo ripensamenti per arrivare fino all’Europeo di Roma nell’estate del 2022.

Allo Stadio del Nuoto, la piscina che ama di più. La finale sarà una passarella, solo televisiva a causa dell’assenza del pubblico, ma poco importa: «Voglio godermela, forse per la prima volta potrò divertirmi a nuotare una finale. Quando ho visto il tempo della prima semifinale ho pensato che avrei potuto farcela». Tremerà il suo record del mondo: «Prima o poi cadrà, lo so, io tifo sempre per la riga rossa… Chi vince domani? La Titmus».

I risultati degli altri azzurri

A un soffio dal podio Thomas Ceccon nei 100 dorso: quarto a 11 centesimi dal terzo posto: «Ero cotto, sono felice per aver migliorato ancora il mio record italiano (portato a 52”30, ndr) e un po’ rammaricato per il piazzamento ma non potevo fare di più. Ho anche tolto i peli dalla braccia, non lo faccio mai ma questa volta ne valeva la pena. Ora avrò i 100 stile libero dove però, onestamente, sono un po’ indietro rispetto agli altri, li affronterò con meno tensione». Settima Martina Carraro nella finale dei 100 rana, in finale Federico Burdisso nei 200 farfalla con il quarto tempo.

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