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Olimpiadi, Malagò: «Roma 2024? Giuro che incontrerò la Raggi»

Olimpiadi, Malagò: «Roma 2024? Giuro che incontrerò la Raggi»
© ANSA

Il presidente del Coni: «Caso Schwazer? Il sistema è tutt'altro che opaco!»

 

mercoledì 27 luglio 2016 15:41

ROMA - «L'incontro con Virginia Raggi? Non c'è al momento alcuna data fissata ma sicuramente ci incontreremo. Non creiamo alcun tipo di pressione su questo argomento, prima o poi avverrà, giuro». È quanto assicura il presidente del Coni, Giovanni Malagò, in merito al possibile futuro incontro con il sindaco di Roma, Virginia Raggi, in merito al dossier di candidatura olimpica di Roma ai Giochi del 2024. «Ieri peraltro - ha chiarito il numero uno dello sport italiano a margine della presentazione di un accordo presso la sede dell'Anci a Roma -, dei dirigenti del Comune hanno accompagnato la squadra di Roma 2024 (al Cio a Losanna, ndr) su alcuni temi tecnici del dossier. Non c'è questa urgenza, ma è chiaro che prima o poi dovremo fare un confronto per chiarire e definire tutti gli aspetti». Interpellato su un possibile ripensamento del Comune alla candidatura olimpica, Malagò replica: «Non lo dovete domandare a me, io dico solo che qualunque tipo di considerazione va presa dopo un confronto sulle vere problematiche». «Chi chiamerà prima? Non andiamo a sindacare su chi chiama prima o dopo. Abbiamo un atteggiamento estremamente rispettoso, oggi siamo al 14 luglio ma tra qualche giorno o settimana tutto questo bisognerà rivederlo con un'ottica diversa», ha concluso Malagò.

«SISTEMA OPACO? MACCHE'!» -  «Sono un rappresentante delle istituzioni e lavoro con le istituzioni, ognuno si assume le responsabilità di quello che dice. Non entro nel merito, non rientra nel mio ruolo. Dico solo che oggi il sistema dell'antidoping in Italia mi sembra che all'unanimità viene riconosciuto come sistema molto credibile, serio e autorevole. Se poi ci sono dei problemi sicuramente non riguardano il nostro mondo e questo mi sembra un dato di fatto». Lo dice il presidente del Coni, Giovanni Malagò, rispondendo a chi gli riferisce delle parole del vicepresidente della commissione Antimafia, Claudio Fava, che al termine dell'audizione di Sandro Donati, aveva detto che il «caso di Schwazer si inserisce in un sistema opaco». «Tutto si può dire - ha aggiunto Malagò - tranne che il nostro sistema antidoping sia permissivo. Mi sembra che sia molto severo e stringente». «Penso che le considerazioni fatte non riguardano certo il nostro sistema sportivo attuale, che anzi credo ne esca rafforzato - ha sottolineato Malagò - Mi sembra che gli indici siano indirizzati verso altri soggetti e se vediamo negli ultimi mesi o anni tutto si può dire tranne che il nostro sistema antidoping sia permissivo. Mi sembra che sia molto severo e stringente. Vicenda opaca? È un'opinione, non conosco i termini della vicenda ma sicuramente non può riguardare l'attuale Comitato olimpico».

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