Olimpiadi, Ryan Murphy e i sospetti sulla Russia: ecco cosa ha detto

Il nuotatore statunitense si è piazzato alla spalle del russo Evgenij Rylov, conquistando l'argento nei 200 dorso. Le accuse all'avversario nel dopo gara fanno discutere
Olimpiadi, Ryan Murphy e i sospetti sulla Russia: ecco cosa ha detto© Getty Images
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TOKYO (GIAPPONE) - Dalla sfuriata del tennista russo Daniil Medvedev alle accusa in conferenza stampa di Ryan Murphy, argento nei 200 dorso. Il doping di Stato russo continua a tenere banco alle Olimpiadi di Tokyo 2020 nonostante la selezione sovietica si sia presentata sotto il nome di ROC (Russian Olympic Committee o Comitato Olimpico Russo). Il nuotatore statunitense si è piazzato alle spalle del collega russo Evgenij Rylov, due volte campione del mondo, e rispondendo alla domanda "Sei sicuro di aver partecipato a una gara pulita?" ha lanciato una stoccata: "Non poter rispondere a questa domanda essendo certi al 100% è frustrante. Negli ultimi anni sono uscite diverse cose. Non so se sia una vittoria pulita al 100%".

Olimpiadi, il siparietto tra Murphy e Rylov

Pronta la replica di Evgenij Rylov: "Dal profondo del mio cuore sono per lo sport pulito: ho dedicato l'intera mia vita al nuoto, non so come reagire a questa situazione". In questa sorta di guerra fredda in vasca il britannico Luke Greenbank, medaglia di bronzo, ha scelto l'alleanza atlantica: "È una situazione molto complessa non sapere se l'avversario contro cui gareggi è pulito". Nel giro di qualche ora Murphy ha teso la mano al rivale, sui social gli ha inviato i complimenti spiegando di essersi "divertito a gareggiare" con lui e dandogli appuntamento per "altre grandi gare in futuro". "Mi ha scritto un messaggio personale, e si è scusato per il fraintendimento in conferenza stampa - ha aggiunto Ryolov, come riferisce l'agenzia russa Tass -. Si riferiva al nuoto in generale, non alla nostra gara". Ma ormai il caso diplomatico era sul tavolo, con anche la reazione via Twitter del Comitato olimpico russo: "Sono snervanti le nostre vittorie per alcuni nostri colleghi. Sì, siamo alle Olimpiadi. Ne abbiamo ogni diritto. Che piaccia o meno a qualcuno". E poi a Rylov: "Dimentica quelli che sono più deboli. Dio giudica per loro e per noi". Dal Cremlino, il portavoce Dmitry Peskov ha commentato: "I nostri ragazzi dovrebbero ottenere medaglie, preferibilmente d'oro, e non prestare attenzione a questo. Le medaglie vanno oltre le critiche".

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