Il fascino irresistibile della danza sportiva paralimpica

Duemila praticanti, cinquecento atleti, un titolo mondiale storico. La presidente Lunetta: "Siamo la Federazione più inclusiva di tutte"
Roale
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5 min

Pubblicato il 23.07.2025, 14:29

Per capire di cosa stiamo parlando, ci affidiamo ai numeri. Innanzitutto, quelli del movimento: oggi, in Italia, circa duemila persone diversamente abili praticano la danza sportiva, indipendentemente dal livello che hanno raggiunto, che siano atleti o semplici praticanti. E ci aiutano, i numeri, a capire anche quanto il Settore paralimpico della Fidesm sia cresciuto, dal 2007, quando la Federazione lanciò il progetto, a oggi: diciotto anni fa, il primo Campionato italiano durò circa tre ore. Un paio di settimane fa, nei padiglioni della Fiera di Rimini, ci sono volute tre giornate intere di gare.

Più inclusivi di tutti

Numeri in crescita, dunque, soprattutto dopo la pandemia. E da quando, su iniziativa della presidente Laura Lunetta, il Settore paralimpico della danza sportiva proprio per la sua crescita è stato riconosciuto come Federazione sportiva paralimpica dal Cip. Era il 2022, fu un traguardo storico. “E un motivo di grande orgoglio per tutti noi – racconta la presidente -. Non credo ci sia nel panorama sportivo italiano una Federazione più inclusiva della nostra, mettiamo le nostre 54 specialità a disposizione di ogni tipo di disabilità, perché è nostra intenzione includere tutti, non lasciare fuori nessuno. Vogliamo dare a tutti gli atleti disabili la possibilità di esprimere le proprie potenzialità. La danza sportiva è lo sport che per eccellenza non ha confini né limiti”. Proprio così. Nella danza sportiva c’è posto per tutti, per chi ha una disabilità intellettivo-relazionale, visiva, uditiva, fisico-motoria, per chi può comunque deambulare, per chi danza in carrozzina manuale, o elettronica, gestita con un joystick o manovrata con i movimenti della testa. Insomma, chi si avvicina alla danza sportiva paralimpica ha la possibilità di scegliere la danza più consona, farla in piedi o seduto in carrozzina.

In squadra con i normodotati

Coordinatore del Settore paralimpico della Fidesm dal 2014 e capo delegazione della Nazionale di settore, è Michelangelo Buonarrivo, che già da presidente regionale della Liguria avviò un progetto pilota con atlete ed atleti paralimpici. “La nostra forza è nella nostra varietà – spiega –: chiunque riesce a trovare il modo di esprimere le proprie potenzialità in una delle nostre 54 specialità. La danza sportiva è lo sport che rappresenta la strada maestra per il reinserimento sociale. Queste persone iniziano uno stile di vita completamente diverso, cominciano a curare di più l’aspetto fisico, migliorano le proprie relazioni e, cosa fondamentale, possono misurarsi, anche dal punto di vista sportivo, con i normodotati”. Ecco l’unicità del progetto paralimpico della danza sportiva. “L’atleta diversamente abile ha la possibilità di esibirsi in coppia con un normodotato, noi la chiamiamo unità competitiva combi. Oppure, di entrare a far parte di una squadra che viene formata per metà da atleti normodotati e per l’altra metà da paralimpici. In questo modo – chiosa Buonarrivo – l’atleta si sente davvero parte di un progetto sportivo”.

Campioni del mondo

In un bacino di duemila praticanti, sono circa cinquecento gli atleti paralimpici. Tra le sei disabilità previste dal regolamento dell’attività sportiva paralimpica della Fidesm, l’unica che abbia uno sbocco a livello internazionale, sotto l’egida della “Para Dance Sport”, è la wheelchair dance, per cui sono previsti campionati Mondiali, Europei e un circuito mondiale di competizioni a punteggio con relativo ranking. Gli atleti italiani di wheelchair dance si sono sempre distinti a livello internazionale ma il primo titolo mondiale è arrivato solo nel 2023, dopo 34 anni di storia della disciplina, grazie alla coppia formata da Laura Del Sere e Andrea Barberis, paralimpica lei normodotato lui, nelle danze standard combi. “Una ragazza straordinaria, Laura – racconta Buonarrivo – che pratica la danza sportiva da quando è piccola, prima a Firenze poi a Genova. L’incontro con Andrea è stato una svolta per entrambi”.

Prossimo appuntamento

L’Italia si conferma Federazione strategica nello scacchiere internazionale (fervono i preparativi per il Gran Prix romano di inizio ottobre) anche nel Settore paralimpico. Dal 5 al 7 settembre Oristano ospiterà una World Cup a cui si sono iscritte già 22 nazioni, record di partecipazione per questa tipologia di gare, tra cui anche Ucraina e Israele. Parteciperanno anche gli atleti russi, senza bandiera ma con intatto il loro grande talento.

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