Max Giusti: «Roma, fai pace con i tifosi. Temo la Juve e Higuain»

L'attore, a teatro dal prossimo 13 gennaio con Pezzi da 90, ci ha fatto visita e ha parlato del campionato e non solo
Simone Zizzari
4 min

ROMA - «A Roma tutto quello che gira intorno al calcio è diventato pessimo per un problema di gestione, probabilmente». Questo è il Max Giusti pensieri sulla crisi che sta vivendo il calcio capitolino in questi ultimi mesi. Stadi vuoti, tifosi furiosi, squadre svuotate a livello fisico e mentale (eccezion fatta per il colpo di coda dell'ultimo turno pre natalizio contro Genoa e Inter): il pallone dalle parti di Roma non gira più come una volta. Il comico romano (e romanista) ci è venuto a far visita in redazione e ha parlato a modo suo di calcio e non solo. Max sarà protagonista al Palazzo dei congressi di Roma della festa di capodanno assieme a Teo Teocoli. A seguire tornerà a teatro con 'Pezzi da novanta' il suo one man show che esordirà a Milano dal 13 al 15 gennaio e poi farà tappa a Roma, al teatro Olimpico, dal 19 al 24 gennaio.

Come mai il clima attorno alla Roma è pessimo?

«Io vado allo stadio per gioire quando vinco e 'rosicare' quando perdo. Lo sfottò divertente è alla base di tutto e questo è il mio modo di essere tifoso. Se andiamo oltre, allora questo gioco non mi piace più. Prima si protestava fischiando allo stadio, adesso la modalità è cambiata: non ci si va proprio più».

Che impressione ti hanno fatto i giocatori della Roma?

«Li ho incontrati in una serata benefica organizzata da Roma Cares subito dopo il ko con lo Spezia in coppa Italia. I giocatori non stavano bene, l'atmosfera era tetra, non proprio pre-natalizia. Più basso di così non si può andare, quindi sono ottimista».

Che succede a Dzeko?

«Che a forza di dirgli che non segna, non fa più gol. Ricordiamoci che Edin è uno dei centravanti più forti arrivati alla Roma negli ultimi anni. Serve calma e lucidità nei giudizi. L'unico vero errore che la Roma ha fatto è stato quello di far rientrare in corsa la Juventus. E' questo il vero problema».



Come si riportano i tifosi allo stadio?

«Se ero così intelligente da avere una soluzione, non avrei fatto il comico. Secondo me c'è un errore di comunicazione. Magari si potrebbe fare un incontro a porte chiuse fra la società e i tifosi per chiarirsi. E' come quando litighi con la tua fidanzata. Detto ciò, se uno vuol venire ad assistere ad una partita viene, altrimenti sta a casa».

Da tanti anni non si assisteva ad un campionato così combattuto. Alla fine chi la spunterà per lo scudetto?

«Ripeto, spero solo che non sia tornata la Juve dominatrice degli scorsi anni, sennò è finita. Ho conosciuto un po' quel club e so la loro mentalità: è l'unica cosa che veramente gli invidio. A me piace molto il Napoli, gioca alla grande ma, come le altre contendenti allo scudetto, non può fare a meno di due/tre giocatori cardine».



Il giocatore più forte che abbiamo in serie A?

«Gonzalo Higuain! Il numero uno. Lui e Insigne fanno la differenza al Napoli».


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