“Poetica”, le arti che rigenerano la cura: prossimo modulo “La danza”

I prossimi appuntamenti con il Master per medici tra musica, teatro, arti figurative, danza e scrittura contro il burnout

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Pubblicato il 05.12.2025, 17:16

ROMA - Torna l’atteso Master “Poetica - prevenire il burnout con l’arte” di Club Medici, rivolto a medici e professionisti sanitari che desiderano esplorare il valore dei linguaggi artistici come risorsa per la relazione di cura, il benessere professionale e la prevenzione del burnout, che dal 20 al 22 febbraio 2026 proporrà il modulo dedicato alla danza, dal titolo “La danza della vita: respiro, ritmo, movimento nel processo di cura”, che si svolgerà presso il centro “Ad Gentes” di Nemi (Roma). Tante le personalità coinvolte ad impreziosire gli appuntamenti: tra gli altri lo scrittore e poeta Daniele Mencarelli, il ricercatore Marco Iosa, l’attrice Francesca Fava, i performer Damiano e Margherita Tercon, la danzatrice Maria Strova, il geologo Mario Tozzi, il cantautore Nando Citarella, il musicista Andrea Satta, la scrittrice Simonetta Agnello Hornby e l’attrice Manuela Mandracchia. 

C’è intanto un filo che unisce i feedback dei colleghi dopo aver partecipato ai precedenti moduli del Master “Poetica – prevenire il burnout con l’arte” di Club Medici: non è stato solo un bel momento, è stato un tempo di rigenerazione. Un’esperienza che ha rimesso al centro ciò che spesso, nella corsa quotidiana della sanità, rischia di perdersi: presenza, ascolto, umanità, relazione. Un medico lo testimonia in modo limpido: attraverso cultura e arte “Si possono migliorare i percorsi di cura dei pazienti e rigenerare la riserva empatica”. Non è evasione, è ritorno al cuore del lavoro clinico. Un altro collega parla di “Riscoperta dell’umanità nel mondo sanitario” e aggiunge che arte e cultura sono “nutrimento per tutti”. Il teatro, in particolare, è stato vissuto come un allenamento al qui e ora, al linguaggio del corpo e di ciò che passa oltre le parole. C’è chi scrive di portarsi a casa “La capacità di stare nel qui e ora e ascoltare il linguaggio non verbale”. In cura è decisivo: uno sguardo, un gesto, un silenzio possono aprire o chiudere un incontro. 

Accanto alla dimensione individuale, i partecipanti hanno evidenziato finora il valore della comunità formativa. Ricorrono apprezzamenti per lo scambio tra colleghi, l’eterogeneità interdisciplinare, la rete che nasce dai moduli residenziali, il clima di fiducia e condivisione che si respira e che è sempre più raro nei percorsi sanitari tradizionali. Il Master, giunto alla sua terza edizione, nasce infatti dall’idea che le arti possano essere una palestra dell’umano nella cura: un contesto dove poter allenare empatia, ascolto profondo, gestione dell’emotività, capacità di abitare la complessità e di ritrovare senso nel lavoro clinico.  

Ester Dominici, che ha concepito e avviato per Club Medici il progetto Cultura è Salute ed è Responsabile della Formazione del Club, chiarisce l’impostazione del Master: “Nei moduli di Poetica non si ‘studia il teatro’ o ‘si parla di musica’ come oggetti esterni. Si entra dentro i linguaggi dell’arte, guidati da artisti e professionisti della salute insieme, alternando pratica, riflessione condivisa e restituzione. È un lavoro fisico e mentale: il corpo torna a essere strumento di ascolto, la voce si fa relazione, il gruppo diventa comunità che sostiene e amplifica. Non stupisce che tra i feedback ricorra spesso la dimensione collettiva: qualcuno parla di ‘sensazione di sentirsi a casa’, altri di rete tra colleghi, altri ancora di ‘esperienza multisensoriale, intensa, bella’. In altre parole: non un weekend carino, ma un attraversamento che lascia tracce.” 

Prosegue la riflessione Daniela Di Renzo, psicoterapeuta e cantautrice, direttrice scientifica dei corsi ECM di Club Medici, che sottolinea il cuore metodologico del percorso: “Poetica nasce come proposta formativa esperienziale, pensata per coniugare solidità teorica e pratica immersiva. Ogni modulo costruisce una cornice che dà senso al metodo e, subito dopo, invita a sperimentare in prima persona i linguaggi dell’arte, così che teoria ed emozione restino intrecciate. Il lavoro riguarda sia il singolo sia il gruppo, perché la dimensione collettiva ha una forza propria: sostiene i percorsi individuali, fa emergere aspetti spesso trascurati nella routine sanitaria e genera reti che continuano nel tempo. C’è poi un’attenzione concreta alla progettazione: dalle esperienze nazionali e internazionali si passa a idee applicabili nei contesti di cura. Le arti diventano così formazione, salute e cura di sé: un modo per ritrovare benessere professionale e una pratica clinica più umana.” 

Dopo la danza sarà infine la volta della scrittura con l’ultimo modulo “La scrittura e la narrazione del processo di cura: poesia, prosa, narrativa, diario clinico” dal 17 al 19 aprile 2026. Le iscrizioni sono aperte a medici e professionisti della salute interessati a un percorso che integra competenze cliniche e dimensione umanistica, con un impatto diretto sulla qualità della relazione di cura. 

Per info: cultura@clubmedici.com oppure 06 8607891 – 375 5185959.