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Serie A Juventus-Napoli, Barriales: «La forza dei bianconeri? Il gruppo»

Serie A Juventus-Napoli, Barriales: «La forza dei bianconeri? Il gruppo»
© LaPresse

Attrice, presentatrice, spagnola, 33 anni, in Italia da 10. Segni particolari: juventina. Ecco Laura Barriales e la sua vigilia di Juve-Napoli

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 Francesca Fanelli

venerdì 12 febbraio 2016 10:48

ROMA - Immaginarla come una narcotrafficante colombiana, braccata e con la faccia mal ridotta (merito del trucco), non è la prima cosa che viene in mente. Anzi. «Le ho messe su Instagram le foto di scena, guardale... », Laura Barriales aveva il mercoledì libero. Ieri è stata tutto il giorno sul set a Roma per la nuova fiction (“Squadra mobile” per Mediaset): «E’ la seconda stagione. Se mi trovo bene? Scherzi, tutto fantastico. Sto impazzendo, però, un giorno di qua, uno di là... Sì sì, non mi sto mica lamentando eh... Sono fortunata, sto raccogliendo i frutti».

CUORE JUVE - Dieci anni di Italia - classe 1982, ha debuttato in Tv nel 2006 - tra pubblicità, passerelle, programmi, serie Tv, sport (tifa Juve, ama lo spettacolo e il bel calcio) le hanno aperto un mondo di occasioni. Di spagnolo ha tutto, la solarità del viso, gli occhi e il sorriso, e anche le parole spesso vengono fuori nella sua lingua. Come le battute e l’ironia. Ancora fiction: “Hoy toca llorar, pero de mentira”, piange per finta sul set, gli occhi truccati di nero, lo sguardo duro. E’ l’altra Laura. Un’altra lei. Perché sempre su Instagram ci sono le foto che raccontano la sua vita, quelle con Eros Ramazzotti (juventino come lei) o con Valentino Rossi o ancora con Gonzalo Higuain quando è stata a Castel Volturno per un servizio. Già, e domani saranno nemici. Una, due, tre, quattro Laura una dentro all’altra. «Quanto tempo ci vuole? Facciamo subito, ora sono tranquilla». Spagnola di Leon, tifosa juventina, prima volto di JTV e ora della Tv della Lega di Serie A Tim: il suo fine settimana sarà in studio a seguire la giornata di campionato. E la “sua” Partita, Juve-Napoli.

Il cuore dice Juve, che gara sarà?
«La più importante di tutte. Uno scontro diretto».

Ma la stagione non finirà là?
«No, lo so, ma Juve e Napoli sono tutto. Si affrontano seconda e prima. Sono arrivate a questa partita in modo completamente diverso. Il Napoli ha un grande gruppo, Sarri è stato bravo, è al suo primo anno di Napoli, non era facile. E poi la Juve... Mi viene in mente quando tutti la criticavano per quella falsa partenza. E ora dov’è? Questo fa capire la forza della squadra. Sono andati via tre-quattro giocatori fondamentali, Tevez, Pirlo, Vidal e Llorente. Facevano la differenza in campo. Non era facile assorbire il cambio. Eppure...».

Eppure la Juve ha fame infinita. Si dice così, no?
«Già, quando uno lo dice sembra difficile da credere. Invece il record delle tredici vittorie, superata la Juve di Conte e poi la serie portata a quattordici successi di fila, vuol dire proprio questo. Lo spirito del gruppo è tutto».

Se l’aspettava?
«No, non così tanto».

Lo dice da tifosa o da... tecnica?
«Da tifosa penso che alla propria squadra del cuore si debba sempre dare fiducia. Da appassionata di calcio dico che quello di quest’anno è un bel campionato, ci sono squadre che giocano e bene. Non ci sono solo Juve e Napoli, ma anche Milan, Inter, Fiorentina...».


Il Napoli l’ha sorpresa?
«E’ già qualche anno che fa bene. Ha diversi spagnoli, fa tante azioni».

La sua idea di calcio?
«Spettacolo, movimento, gol e azioni. Poi ci sta anche che l’Inter sia andata avanti vincendo sempre per 1-0, da cinica, ma senza bel gioco».

Le piacciono anche...
«Real Madrid e Fiorentina, hanno un gioco bello e...».

Aggiunga.
«Voglio dire una cosa. Il calcio è passione, tensione che sale. Anche troppo. Bisogna, secondo me, giocare e affrontarsi e mai offendersi, e anche quando capita, poi tutto deve tornare alla normalità. Agli allenatori bastano tre risultati negativi di fila per essere messi in discussione. Sono i più sfigati... In Italia c’è troppa pressione su di loro».

Il leader della Juve chi è?
«Buffon. E’ il papà di tutti. Penso a Pogba, Morata, Dybala: sono giovani e di talento e lui può dare loro i giusti consigli. In campionato e in Champions. Ha esperienza, saggezza, è il più grande di tutti».

Al Napoli domani chi toglierebbe?
(ride) «Un solo giocatore? Uno non basta... Insigne, Higuain e Callejon, via il tridente. Ed è fatta».

Azzarda un pronostico?
«No no...».

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