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Bologna, Donadoni: «Sconfitta vergognosa»

Bologna, Donadoni: «Sconfitta vergognosa»
© LaPresse

«Il Napoli ci è stato superiore in tutto. Meglio il 6-0 che un 1-0 per ripartire. E lo faremo»

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dal nostro inviato Furio Zara

mercoledì 20 aprile 2016 12:47

 

NAPOLI - Che figuraccia. «La colpa è prima di tutto mia», dice Roberto Donadoni. Bologna in caduta libera. Che pena. Il Bologna sta precipitando senza paracadute. Che tristezza. Qualcuno - Donadoni compreso - farebbe bene a preoccuparsi. Ma sul serio. «A me non piace aver paura. Chi ha paura dimostra debolezza. Se giochi con la paura addosso perdi 6-0, come è successo qui» 

Il fatto è che se continua a giocare così, questa squadra non farà più nemmeno un punto. Ne bastano 37, quelli attuali, per salvarsi? Non lo sappiamo. Sappiamo però che l’emorragia non è stata fermata. Perché con questa fanno cinque. Parliamo di sconfitte. Nelle ultime sei partite. Il tracollo è acclarato. Non solo e non tanto per l’ennesimo passo falso, quanto per la prestazione. Indecorosa. Nulla. Poverissima di qualità, di voglia, di quella «fame» che Donadoni aveva invocato alla vigilia. Il Bologna - banalmente - non è sceso in campo a Napoli. Non era questa la partita da vincere (provarci, almeno, sarebbe stato dignitoso), ma ieri sera al San Paolo si è visto il peggior Bologna della stagione, di più, degli ultimi anni: una squadra molle, impallata, senza idee, fisicamente imbarazzante. «Si può perdere, ma non così, si fa fatica ad accettarlo, non abbiamo proprio giocato. Bisogna venirne a capo da uomini veri, prima che da giocatori bravi: confido che i ragazzi facciano tesoro di questa lezione e reagiscano».

NAPOLI-BOLOGNA 6-0

 

CHE FIGURACCIA - Donadoni recita il mea culpa. «Il primo responsabile di tutto sono io. Ma in fondo è stato meglio prendere sei gol che prenderne uno solo. Questo risultato ci dà la dimensionedi quello che ci aspetta. Non bisogna avere paura. Preferisco che sia così piuttosto che perdere 1- 0 e pensare che le cose vadano bene». Le voci sulla nazionale? Per Donadoni «non contano nulla». Ora non resta che guardare avanti. «Voglio degli uomini veri. Voglio una reazione. Il risultato ci sta tutto. Il Napoli ci è stato superiore in tutto. Ma al di là del risultato, noi non ci siamo stati mai. E’ stata una sconfitta vergognosa. Ora bisogna ripartire. Bisogna venirne fuori. Domenica abbiamo la possibilità di mettere la parola fine a questa stagione. Tutti i pensieri negativi non dobbiamo considerarli. A livello mentale non c’è più quella determinazione feroce che avevamo prima. Abbiamo preso un bel cazzotto in faccia, dobbiamo rendercene conto».

DONADONI: «UNA FIGURACCIA, IO PRIMO RESPONSABILE»

 

LONTANO - Questo Bologna ha smesso di giocare due mesi fa, dopo lo 0- 0 al Dall’Ara con la Juve. da allora: black out totale. I rossoblù non vincono da nove partite. L’ultima vittoria risale al 14 febbraio, 1- 0 a Udine. E’ un Bologna persino triste, che ha segnato la miseria di due gol nelle ultime nove partite e ieri è riuscito nell’impresa di non entrare mai in area avversaria, se si fa eccezione, dopo più di un’ora, di uno scambio tra Giaccherini e Brighi, chiuso in modo sciagurato dal centrocampista. Di tiri in porta non se ne parla. Per informazioni chiedere a Reina. Il portiere spagnolo ha toccato un solo pallone, dopo venti (venti!!!) minuti, di piede, su alleggerimento di Callejon.

DI VAIO: «DONADONI RESTA ANCHE IL PROSSIMO ANNO»

L’ANALISI - «Il primo gol ci ha condizionato. E dire che prima di questa partita avevo fatto vedere ai ragazzi la partita dell’andata. Ma non è servito. Destro? Non sarebbe stato lui in piena efficenza a fare la differenza. Ora ci sono quattro partite e tanti punti in palio. Non era facile prima, non è difficile ora. Bisogna provarci con tutte le nostre forze. Cercando di essere prima di tutto propositivi». Il ritiro? Può essere un’ipotesi. Donadoni non la nega. «Torneremo a Bologna in nottata, domani mattina (stamattina, ndr) ci alleneremo come previsto e poi deciderò». Sbagliare la partita con il Genoa significherebbe consegnarsi al terrore. Ma il problema è un altro. Il Bologna è sparito. Non c’è più. Nessun radar l’ha avvistato. Chissà dove si è perso. Chissà se Donadoni saprà ritrovarlo.

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