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Il Bologna annuncia: «Donadoni resta dov'è, sulla nostra panchina»

Il Bologna annuncia: «Donadoni resta dov'è, sulla nostra panchina»
© ANSA

Il tecnico in una recente intervista: «Sarebbe bello tornare a fare il ct». Ma l'ad Fenucci interviene: «Sarà il nostro allenatore anche il prossimo anno»

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mercoledì 13 aprile 2016 12:30

ROMA - «L'esperienza da ct la rifarei perche' mi e' piaciuto molto quel tipo di responsabilita'. E' stato bello, anche se sei un po' abbandonato a te stesso». In una semplice frase Roberto Donadoni  qualche settimana fa aveva concentrato il concetto di ct della Nazionale e la voglia di rientrare nella lista dei papabili. Adesso che Antonio Conte ha firmato con il Chelsea lasciando vacante il trono di commissario tecnico, ritorna, forte, la candidatura dell'attuale tecnico del Bologna, che in un'intervista alla rivista bimestrale Undici si racconta come calciatore e come allenatore riprendendo anche il suo passato alla guida dell'Italia.

FENUCCI: RESTA AL BOLOGNA - L'intervista sarà in edicola la prossima settimana ma oggi, intervenuto nel corso della conferenza stampa per il rinnovo della partnership con il main sponsor, l'ad rossoblù Claudio Fenucci ha assicurato che Donadoni sta benissimo dov'è: «Ho un ottimo rapporto con lui, ho sempre creduto che fosse la persona giusta. Entrambe le parti vogliono proseguire il rapporto e posso affermare che Donadoni sarà il nostro allenatore anche il prossimo anno. Sinceramente non vedo minacce all’orizzonte, siano esse legate al Milan o alla Nazionale». 

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IL GRUPPO E' FONDAMENTALE - «Dentro i cancelli di Milanello si', eravamo un gruppo, fuori non ci si frequentava molto - prosegue nella sua intervista a Undici Donadoni -. Pero' eravamo motivati. Molto motivati. Con alcuni, tipo Tassotti, ci sentiamo ancora oggi». Da allenatore del Bologna Donadoni ha ritrovato la magia del lavoro sul campo: «Il gruppo si crea da solo con le capacita' dei singoli. Bisogna saper stare insieme, con i difetti e i pregi: e' quella la chiave. Il rapporto con i giocatori non deve essere vissuto da agente segreto. Conoscersi fuori credo abbia dei vantaggi ma se lo fai da guardiano non va bene».

PARMA E BOLOGNA - Capitolo Parma, impossibile non tornarci «In quell'esperienza ho incontrato persone incredibili, appassionate. Ma ho visto anche il contrario. Il calcio è lo specchio di questa società. Sono rimasto molto deluso pensando alla fatica di chi stava dietro le quinte. Ci siamo sentiti traditi. Bologna è na città bella, con della gente che mi ha accolto in maniera cordiale e positiva, e questo è un motivo di maggiore responsabilità. C’è tanta passione, stiamo lavorando bene, ma dobbiamo continuare a farlo».

CAPELLO-DONADONI PER IL POST CONTE

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