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Berrettini: "Atp finals? Sono in ballo, ci proverò"

Così il tennista azzurro: "Prima degli Us Open non erano un mio traguardo, ora ci spero. Mi sento competitivo su tutte le superfici, la sconfitta con Federer mi ha fatto maturare e con Nadal si è visto"

ROMA - "Le Atp Finals? È strano solo pensarci oggi. Prima degli Us Open era un obiettivo molto difficile e distante. Adesso invece sono in ballo; proverò ad arrivarci sino all'ultimo. Non era un mio traguardo: ora ci spero. Se dovessi continuare a giocare a certi livelli e arrivare a Londra ben vengano le Finals". Così, intervistato a Sky Sport, Matteo Berrettini, reduce dalla semifinale centrata agli Us Open. Il tennista romano è attualmente numero 13 del ranking internazionale ed è al nono posto nella "race", ovvero la classifica verso le Atp Finals di Londra, alle quali partecipano i migliori otto del circuito. Berrettini, a oggi, è la prima riserva per la kermesse di fine stagione. Al comando della "race" c'è Djokovic: la sua presenza alle Finals però è in dubbio, a causa del recente infortunio alla spalla sinistra. Prima dell'appuntamento nella capitale britannica ci sono in programma altri importanti impegni, che determineranno la classifica finale e dunque saranno decisivi per i "pass" per Londra.

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"Con Federer ero intimorito, con Nadal ero più pronto"

L'azzurro giocherà ora a San Pietroburgo, a Pechino e il Masters 1000 di Shanghai. Poi tornerà in Europa per disputare il torneo di Vienna e il prestigioso "Rolex Masters" di Parigi-Bercy. "Io mi sono sempre definito un 'terraiolo', perché sono nato e cresciuto sul rosso. Quest'anno, però, sono andato bene sia sull'erba che sul cemento. Adesso mi sento competitivo su tutte le superfici", ha aggiunto il tennista romano. "Con Federer a Wimbledon ero troppo intimorito e molto in difficoltà. Contro Nadal, agli Us Open, invece, ero più pronto. A volte le sconfitte pesanti, come quella contro lo svizzero sull'erba, servono a crescere e a maturare", ha precisato Berrettini, sconfitto in ottavi di finale nel Major londinese dall'elvetico (nettamente) e in semifinale a New York dallo spagnolo (al termine di un match decisamente più equilibrato)."Il calcio? Tifo Fiorentina perché mio nonno e mio padre ci hanno tramandato questa passione. Da quando mi ricordo le partite di pallone sia io che mio fratello siamo legati ai colori viola. Andare al 'Franchi'? Per ora sono molto impegnato; poi vedremo", ha spiegato poi l'attuale numero due del tennis azzurro.

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"Non esiste la Juventus del tennis"

"Non ho giocato tante partite tre set su cinque in carriera. La cosa che più mi ha sorpreso è che fisicamente ho retto bene; in più ho capito che a volte, anche se le partite cominciano male, nelle prove del Grande Slam c'è molto tempo per rientrare nel match. La Juventus del tennis? Non ho un avversario particolare, col quale c'è una grossa rivalità. Quando entro in campo gioco per vincere contro tutti", ha concluso Berrettini.

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