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Bufera su Djokovic: i colleghi lo attaccano duramente per il focolaio nel tennis

Da Kyrgios a Roddick, tutti contro il numero uno del mondo che ultimamente ha collezionato una serie infinita di brutte figure. Intanto anche Cilic e Riblev finiscono in isolamento volontario

Bufera su Djokovic: i colleghi lo attaccano duramente per il focolaio nel tennis
© EPA

C’è un nuovo focolaio nel tennis: si chiama Adria Tour. E il numero 1 del mondo Novak Djokovic che è (anche) l’organizzatore della serie di tornei nella ex Yugoslavia, ora rischia la caccia all’untore. Dopo aver partecipato alla tappa croata sia l’ex numero 3 del mondo Grigor Dimitrov (ora 19) sia Borna Coric (33), sono risultati positivi al coronavirus, mentre ieri sera è arrivata la positività di Viktor Troicki (184) che aveva giocato invece la tappa di Belgrado. Con loro l’allenatore di Dimitrov, Chris Groh, e - pare, ma l’interessato non commenta - anche il preparatore tecnico di Djokovic, il romano Marco Panichi.

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Cilic e Rublev in isolamento volontario

Djokovic da Zara, dove la finale è stata annullata, è rientrato a Belgrado per farsi testare con tutta la famiglia, promettendo di rendere pubblico l’esito. In Montenegro di sicuro non si giocherà, il resto del Tour è in dubbio. Zverev, Thiem e Cilic sono tutti negativi, ma Cilic, come pure il russo Rublev, si sono messi in isolamento volontario per due settimane. «Dobbiamo agire responsabilmente», dice il croato. «Mi scuso per i problemi che ho provocato», scrive Dimitrov da Montecarlo, con mascherina e cappellino. «Voglio essere sicuro che tutti quelli con cui sono stato in contatto in questi giorni vengano testati e prendano le necessarie precauzioni». Era meglio pensarci prima.

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Magari evitando di giocare anche a basket con una squadra di Zara, dandosi allegramente il cinque sotto canestro. LeBron James due giorni fa si era detto pronto a un uno-contro-uno con Djokovic, ma ci starà ripensando. Già le immagini arrivate la settimana scorsa da Belgrado, con le tribune farcite di pubblico senza mascherina, la partitella di calcio fra tennisti, le feste in discoteca con Novak a torso nudo, non erano state incoraggianti. «Abbiamo rispettato tutte le misure richieste dai governi di Serbia e Croazia», si difende Djordje Djokovic, direttore dell’Adria Tour e fratello di Novak, ma per colpa di molte, troppe leggerezze ora il tennis rischia di fermarsi di nuovo.

Le critiche dei colleghi nei confronti di Djokovic

E sul Djoker piovono critiche assortite e giustificate. «L’esibizione è stata un’idea da stupidi - attacca Nick Kyrgios - Auguro una pronta guarigione ai miei colleghi, ma questo è quanto succede quando non si rispettano i protocolli». «A quanto pare c’è una pandemia», ironizza invece l’ex n.1 Andy Roddick. Va detto che Djokovic in questa pandemia decisamente non ne sta azzeccando una, fra le uscite no-vax, le sciocchezze sul potere della mente che purifica l’acqua e le critiche alle misure di sicurezza dei prossimi Us Open. E’ il rappresentante dei giocatori, ma bigia le riunioni via web per giocare a calcio, beccandosi le rampogne dei colleghi anche per le critiche alle misure di sicurezza pensate per gli Us Open («ma in che mondo vive?»). Anche Piatti ieri lo ha criticato: «Novak è il numero 1 del mondo e deve dare l’esempio, mi dispiace ma così non va bene». I genitori di Djokovic, in compenso, nei giorni scorsi hanno attaccato Federer dandogli dell’invidioso (papà Srdjan) e dell’arrogante (mamma Dijana). Come operazione simpatia, per il tennista che vorrebbe essere amato, decisamente un fallimento. Una deriva inspiegabile, per un campione fortissimo, impegnato nel sociale, mai banale. Ma sentirsi imbattibile sul campo non rende immune nemmeno lui: dagli errori e dalla responsabilità verso gli altri.

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