Us Open, Thiem al primo Slam! Sconfitto Zverev in 5 set

L'austriaco, n.3 al mondo, ha ribaltato una finale mal iniziata contro il tedesco col punteggio di 2-6 4-6 6-4 6-3 7-6(8-6)

NEW YORK (Stati Uniti) - Dominic Thiem iscrive il suo nome nell'albo d'oro degli Us Open, secondo Slam della stagione che si è disputato sui campi in cemento di Flushing Meadows, a New York. In finale, il tennista austriaco, testa di serie numero 2, ha piegato in rimonta il tedesco Alexander Zverev, quinto favorito del seeding, con il punteggio di 2-6 4-6 6-4 6-3 7-6(6), in una maratona durata quattro ore e due minuti.

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US Open, trionfo di Thiem

Una rimonta da autentico fuoriclasse. "La mia carriera è come questa finale: tanti alti e bassi, ma sono felice di come sia andata". Dominic Thiem fotografa su Twitter il senso della sfida che l'ha reso il 150mo campione Slam, il 55mo allo Us Open, il secondo austriaco dopo Thomas Muster. In una finale-maratona durata oltre quattro ore, il 27enne, testa di serie numero 2 e terzo nel ranking Atp, ha sconfitto il tedesco Alexander Zverev, in lacrime durante la premiazione, con il punteggio di 2-6 4-6 6-4 6-3 7-6(6), ottenendo l'ottavo successo in dieci confronti diretti con l'amico-rivale. Dopo i primi due set troppo dimessi per essere veri, in Thiem è scattato l'orgoglio. "È stato difficile continuare a crederci" ha detto l'austriaco, che ha ingranato la marcia e trionfato al quinto, 'vendicando' così la finale persa agli Australian Open contro il numero 1 del mondo Novak Djokovic. Come Andre Agassi e Goran Ivanisevic, Thiem ha perso le prime tre finali Slam giocate e vinto la quarta dopo essere stato sotto di due set e di un break nel terzo. Zverev sapeva di dover contare su servizio e dritto per avere una chance, e per due set abbondanti ha applicato alla perfezione il piano.

Un match di oltre 4 ore

Piazza 16 vincenti nel solo primo set e altri otto nel secondo: Thiem ne registra meno della metà a quel punto del match. L'austriaco, in svantaggio nel punteggio per sette game consecutivi di servizio, cerca poco la palla con i piedi, è pesante, appare provato e in cerca d'aria mentre Zverev, sguardo fiero e braccio deciso, piazza un ace dopo l'altro. Sotto 5-1, il primo erede dei Fab Three comincia a spostare gli equilibri.Zverev manca quattro set point, subisce il primo break quando serve per la prima volta per allungare due set a zero, alla fine chiude 6-4. L'ultimo game è segnato da una battaglia di 15 colpi. Ma non è negli scambi lunghi, come notava l'analista Craig O'Shannessy nel suo blog, che i due hanno fatto la differenza nel corso del torneo, Zverev allunga 2-1 nel terzo, ma la finale prende un'altra strada dopo l'immediato controbreak. "Da quel momento, ho iniziato a crederci sempre di più - ha commentato Thiem - Ma crederci non basta, perché sono sicuro che anche lui ci credeva al 100%". Sul 4-4, per pochi centimetri evita di concedere una palla break, sul 5-4 in risposta piazza quattro punti di fila aiutato anche da un doppio fallo del tedesco.

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Finale spettacolare

La percentuale di prime in campo di Thiem passa dal 37% del primo set al 74% del secondo. Zverev scende dall'88% di punti vinti con la prima al servizio nel primo parziale al 64 del terzo. E nel quarto, con un altro doppio fallo in un momento chiave, consegna al rivale una palla break che, trasformata, lo porta a servire per il set. Al quinto, i due "bandoleri stanchi" danno vita al miglior spettacolo della finale. Quasi non stanno in piedi tra un punto e l'altro, eppure disegnano vincenti inattesi. La finale si trasforma in uno show elettrico, a cui purtroppo mancano una cornice e un sottofondo. Il silenzio dell'Arthur Ashe fa risaltare l'essenza di una partita bizzarra e per questo attraente, affascinante perché improbabile, in cui tutto può succedere e tanto in effetti succede. Entrambi servono per il match, ma invano. In quei momenti, il servizio li abbandona e l'avversario in risposta tira fuori tutto quello che ha, anche risorse che non sospettava di possedere ancora. Finché tutto si traduce in un tie-break thrilling, deciso con il margine minimo possibile, due punti. Sembra finita quando Zverev offre due match point di fila con due doppi falli (6-4), ma li salva entrambi.

Delusione per Zverev

L'ultimo errore di rovescio lo precipita desolatamente in una realta' di rimpianto mista alla fierezza per esserci arrivato in una finale Slam, da unico giocatore con oltre 100 ace nel torneo, per aver comunque accorciato la strada necessaria a uscire dalla prigionia del sogno. L'ultimo errore di rovescio di Zverev fa calare il sipario sull'edizione 2020 dello US Open. Thiem si stende sull'Arthur Ashe ad abbracciare il vuoto, dopo aver vinto 163 punti, quattro in più dell'amico-rivale. "È stato un grande sollievo, nel match ho sentito una forte pressione, ho vissuto emozioni intense. Fisicamente e' stata durissima. Le ultime quattro settimane non sono state facili, né fisicamente né mentalmente", ha chiosato il primo campione Slam nato negli anni Novanta. Erano sei anni, dal trionfo di Marin Cilic allo US Open del 2014, che non si vedeva un nome nuovo nella lista dei vincitori dei major. Zverev, triste anche per l'assenza dei genitori entrambi positivi al Covid-19 prima del torneo, scoppia in lacrime durante il discorso alla premiazione. Lacrime di rabbia, di tensione da sfogare. Ma e' in questi momenti che si misurano le ambizioni. E Zverev ne ha ancora tante. (in collaborazione con Italpress)

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