Medvedev fuori di testa, insulti choc all'arbitro: "Sei stupido?"

Il tennista russo furioso con il giudice di sedia nella semifinale degli Australian Open contro Tsitsipas: “Guardami quando ti parlo, sei un gattino!”
Medvedev fuori di testa, insulti choc all'arbitro: "Sei stupido?"
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Un momento di furia, come spesso accaduto in passato. Medvedev ha battuto Tsitsipas in poco più di due ore e mezza di gioco e ha raggiunto Rafa Nadal nella finale degli Australian Open. Ma nel corso dell'incontro, il tennista russo è stato protagonista di un acceso scambio di vedute con il giudice di sedia Jaume Campistol ed è stato ammonito per aver pronunciato parole scurrili dopo aver subito un break da parte di Tsitsipas nel secondo set. "Sei stupido? Perché questo avvertimento? - ha detto Medvedev aggredendo verbalmente l’arbitro, ‘colpevole’ di non aver sanzionato il rivale per coaching - E suo padre (di Tsitsipas, ndr) può parlargli in ogni momento? Come puoi arbitrare una semifinale del Grande Slam così? Guardami quando ti parlo! Se non chiami il coaching, se non lo fai, come posso definirti… sei un gattino!”.

Australian Open, Medvedev furioso con l'arbitro di sedia
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Australian Open, Medvedev furioso con l'arbitro di sedia

Tsitsipas gli ha risposto così

La risposta di Tsitsipas in conferenza stampa non è tardata ad arrivare: “Non posso ascoltare tutto quello che c’è intorno a me mentre gioco, è impossibile. Il rumore del pubblico è fortissimo ad ogni punto, dovresti avere un super-udito per riuscire a sentire che cosa ti dice il tuo allenatore. Mio padre è una persona che, quando entra in un clima di tensione e azione, ha come unica medicina il parlare, e non lo si può fermare: è naturale. Sono sicuro che continuerò a ricevere delle sanzioni per coaching, anche se non ascolterò mai una singola parola di quello che dice lui. Possono fare quello che vogliono se credono sia la cosa giusta. Questa è stata anche una delle ragioni per cui, l’anno scorso, ho rilasciato delle dichiarazioni pubbliche sui social esprimendomi a favore del coaching semplicemente perché gli allenatori lo fanno comunque. La maggior parte dei giocatori riesce a ricevere indicazioni e lo fa anche in modo intelligente, ve lo garantisco”.

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