Zverev e le rivelazioni sulla sua malattia: "Me ne vergognavo"

Il tedesco ha raccontato in un'intervista a L'Equipe la sua esperienza con il diabete: "I medici mi dissero che non avrei potuto giocare a tennis"
Zverev e le rivelazioni sulla sua malattia: "Me ne vergognavo"© Getty Images
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ROMA - Mentre è attualmente in riabilitazione dopo il grave infortunio subito nel match contro Rafael Nadal al Roland-Garros, Alexander Zverev ha confidato di essere malato di diabete, una patologia di cui soffriva da quando aveva solo tre anni e mezzo. “Me ne vergognavo - ha raccontato a L'Equipe - e già a scuola mi sentivo a disagio. Sono stato spesso preso in giro. Ricordo che una volta qualcuno mi aveva rubato tutta la mia attrezzatura, il mio lettore (di glicemia), la mia insulina... Finii per trovarla fuori, per terra, completamente rotta. Non mi sono mai veramente liberato di quel trauma infantile, era sempre rimasto nella mia mente. Ho avuto molte brutte esperienze quando ero piccolo. A volte venivo invitato alle feste di compleanno di compagni di scuola e i loro genitori non mi lasciavano mangiare la torta. Mi dicevano: 'Hai la malattia dello zucchero, non ti è permesso mangiarla'. Sono stato escluso. Oggi voglio aiutare gli altri raccontando la mia storia".

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Zverev e il diabete

Una storia che secondo i medici non lo avrebbe mai potuto condurre a giocare a tennis: "Tutti i medici che siamo andati a vedere con i miei genitori continuavano a dirci: 'Non c'è assolutamente alcuna possibilità che tu possa praticare sport di alto livello con questo tipo di malattia'. Ogni volta che me lo diceva un dottore, io uscivo dalla stanza. A un certo punto non sono nemmeno andato a trovarli. In fondo sapevo che si sbagliavano. Mi ha fatto inc***are così tanto... È stato facile per loro dirmi quello. Avevo 8, 9, 10 anni, ero abbastanza grande da capire. E abbastanza grande da fare sogni. Stavo già sognando di essere il numero 1 al mondo e di vincere il Grande Slam. Vedere questi medici, seduti dietro le loro scrivanie, a raccontarmi che questi sogni mi fossero inaccessibili, è stato doloroso". E lui è riuscito a dimostrare che si sbagliavano, mandando un messaggio a tutti quelli che hanno la sua stessa malattia.

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