Nuovi Sinner crescono: tutti i nomi del futuro del tennis azzurro

Da Cobolli a Nardi fino a Zeppieri: i talenti azzurri emergenti pronti a seguire le orme di Jannik
Nuovi Sinner crescono: tutti i nomi del futuro del tennis azzurro
Alessandro Nizegorodcew

Jannik Sinner, ma non solo. Il tennis italiano sta vivendo un momento magico, tra risultati eccezionali (in campo) e passione crescente (fuori dal campo) degli appassionati. Si sente la magia nell’aria, come fu dopo la vittoria in Coppa Davis del 1976. Il quintetto campione del mondo (Sinner, Arnaldi, Sonego, Musetti, Bolelli), accompagnato dal rientrante Matteo Berrettini e dal mai domo Fabio Fognini, è un grande traino emozionale per i tifosi ma anche e soprattutto per i giovani professionisti che stanno provando a emergere nel tennis mondiale. Le nostre classi 2001, 2002 e 2003 stanno provando a farsi largo tra tornei Challenger e primi eventi ATP inseguendo un obiettivo chiaro e dichiarato: l’approdo tra i primi 100 della classifica mondiale. Qualcuno ci è già praticamente riuscito (Flavio Cobolli), mentre altri sono davvero vicinissimi all’obiettivo (Luca Nardi, Giulio Zeppieri e Luciano Darderi); alcuni invece hanno attraversato qualche periodo di difficoltà psico-fisica ma sono pronti a spiccare il volo nel 2024. Sono 20, complessivamente, i tennisti italiani tra la posizione 101 e 250; tra loro sono ben 8 i ragazzi nati nel nuovo millennio. Emulare Jannik Sinner è (quasi) impossibile, ma provare a imitarne professionalità, ambizione e voglia di vincere deve rappresentare il punto di partenza per la costruzione di un giocatore di successo. 

Flavio Cobolli  n.101

Figlio d'arte, ha scalato 70 posizioni

Nato a Firenze (ma romano a tutti gli effetti) il 6 maggio 2022, “Cobo” è figlio d’arte. Il papà Stefano è stato n.236 ATP e oggi guida un ambizioso team del quale fa parte anche l’ex professionista Matteo Fago. La stagione 2023 ha rappresentato il primo trampolino di lancio per Cobolli, che da aprile in poi ha ingranato la marcia giusta scalando ben 70 posizioni. Nel corso dell’anno è riuscito ad approdare al n.95 del mondo. Flavio sa fare tutto ed è un giocatore tecnicamente molto completo: dritto e rovescio sono di ottimo livello, mentre il servizio (un tempo tallone d’achille) è migliorato tantissimo così come la potenza dei colpi. Ha buona mano (vedasi alla voce smorzata) e si disimpegna ottimamente nei pressi della rete. Durante la pre-season ha passato un’intensa e produttiva settimana alla Ferrero Tennis Academy dividendo il campo con Carlos Alcaraz. A fine 2023 ha partecipato alle Next Gen ATP Finals.


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Luca Nardi n.118

Le Next Gen e ora il lavoro con Galimberti

Nato il 6 agosto 2003 a Pesaro, è il giovane azzurro dotato della tecnica migliore. In passato tale maestria non è stata accompagnata da una mentalità vincente e dal giusto atteggiamento. Negli ultimi mesi del 2023 qualcosa è cambiato: il marchigiano è parso carico e convinto, riuscendo anche a qualificarsi per le Next Gen ATP Final di Gedda grazie a un’ottima trasferta challenger in Giappone. Per un nuovo e definitivo salto di qualità “Luchino” si è affidato all’ex davisman Giorgi Galimberti, che lo seguirà insieme con un team di alto livello. Nardi vanta un tennis di prim’ordine: dritto e rovescio sublimi, manualità fuori dal comune e un livello tecnico complessivo già da top. Il lavoro fisico da svolgere alla Galimberti Tennis Academy di Cattolica sarà fondamentale per disputare una stagione all’insegna della continuità. Un piccolo fastidio fisico lo ha rallentato nelle ultime settimane, quando avrebbe dovuto allenarsi con Jannik Sinner. 


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Giulio Zepperi n.135

Sul cemento australiano può farsi valere

Nato a Roma (ma cresciuto a Latina) il 7 dicembre 2001, “Zeppo” è probabilmente il tennista più potente della nuova generazione tricolore. Il dritto va a una velocità stratosferica così come il servizio, ma anche con il rovescio bimane sa farsi valere. Nel 2023, dopo il trasferimento a Vicenza alla Horizon Tennis Home di Max Sartori (storico allenatore di Andreas Seppi), Zeppieri è cresciuto sotto tutti gli aspetti (mentali oltre che tecnici), ma un infortunio alla caviglia nella parte nevralgica della stagione non gli ha permesso di entrare in Top 100. L’aspetto fisico è stato per anni il punto debole del giocatore pontino, che però da mesi è seguito da Max Pinducciu, preparatore fisico di grande bravura ed esperienza nel circuito (ha seguito Sinner oltre a Seppi). Sul cemento outdoor australiano, piuttosto rapido, ha la possibilità di farsi valere grazie al suo tennis esplosivo.


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Luciano Dardieri n.128

Italo-argentino ha papà Gino come coach

Nato a Villa Gesell (provincia di Buenos Aires) il 14 febbraio 2002, è italo-argentino e figlio d’arte. Il papà Gino, suo allenatore, è infatti stato un buon giocatore soprattutto nel nostro paese. Esplosivo, cattivo, grintoso, è giocatore che tutti vorrebbero evitare per l’intensità che mette in campo dal primo all’ultimo “15”. I colpi sono solidi, potenti, pesanti e atleticamente è un bel toro. Non molla mai. Terraiolo doc, ma bravo anche sul cemento outdoor, Darderi nel 2023 ha vinto due challenger (sul rosso di Todi e di Lima) e negli ultimi mesi dell’anno ha trovato un salto di qualità palese ed evidente. Ha fame, voglia di emergere e in campo dà l’anima. Luciano si allena spesso con il fratellino Vito, talento cristallino (considerato un predestinato) che a 15 anni è già a ridosso dei primi 200 della classifica mondiale under 18. 


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Mattia Bellucci n.175

Lo segue il vulcanico Chiappini

Un altro mancino dal tennis brillante e divertente. Bellucci è nato a Busto Arsizio il primo giugno del 2001, ma è cresciuto tennisticamente a Castellanza grazie al papà Fabrizio. Da piccolo amava comandare il gioco con il proprio dritto, ma oggi è il rovescio bimane a risultare devastante (per gli avversari). Tennista prettamente da superfici veloci (ma sulla terra può comunque esprimersi bene), quando va in ritmo con il servizio mancino diventa a tratti ingiocabile. Esploso a fine 2022 con la vittoria di due challenger consecutivi, Bellucci ha vissuto una prima fase di stagione con pochi risultati ma tanti insegnamenti (carpiti e messi in pratica negli ultimi mesi). A seguirlo è il vulcanico (e bravissimo) allenatore Fabio Chiappini, con cui si è creata negli ultimi due anni una straordinaria intesa. Agli Australian Open 2023 aveva superato le qualificazioni giocando un tennis d’assalto. Chissà che non possa ripetere l’impresa.


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Matteo Gigante n.181

Gigante, romano e con una novità: c’è Gulisano

“Giga” è nato a Roma il 4 gennaio 2002. Mancino di grande talento, è cresciuto tennisticamente al circolo “Junior Palocco” con il maestro Alessandro Galli. La nuova stagione inizierà con un cambio di guida tecnica: al fianco di Gigante sarà infatti presente Marco Gulisano, per anni nel team di Matteo (e anche Jacopo) Berrettini. Il coach siciliano avrà dunque il compito di instradare il difficile tennis di un altro Matteo, dotato di un rovescio bimane eccezionale e di grande manualità. Il servizio è velenoso, così come il dritto, che però può ancora migliorare moltissimo. Il romano ha già dimostrato di poter giocare a un livello molto alto, ma ha spesso peccato di continuità all’interno del singolo incontro. Nel 2023 ha vinto due challenger (Tenerife e Cordenons), dimostrando di sapersi disimpegnare al meglio su tutte le superfici. La trasferta australiana sarà un importante banco di prova.


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Jannik Sinner, ma non solo. Il tennis italiano sta vivendo un momento magico, tra risultati eccezionali (in campo) e passione crescente (fuori dal campo) degli appassionati. Si sente la magia nell’aria, come fu dopo la vittoria in Coppa Davis del 1976. Il quintetto campione del mondo (Sinner, Arnaldi, Sonego, Musetti, Bolelli), accompagnato dal rientrante Matteo Berrettini e dal mai domo Fabio Fognini, è un grande traino emozionale per i tifosi ma anche e soprattutto per i giovani professionisti che stanno provando a emergere nel tennis mondiale. Le nostre classi 2001, 2002 e 2003 stanno provando a farsi largo tra tornei Challenger e primi eventi ATP inseguendo un obiettivo chiaro e dichiarato: l’approdo tra i primi 100 della classifica mondiale. Qualcuno ci è già praticamente riuscito (Flavio Cobolli), mentre altri sono davvero vicinissimi all’obiettivo (Luca Nardi, Giulio Zeppieri e Luciano Darderi); alcuni invece hanno attraversato qualche periodo di difficoltà psico-fisica ma sono pronti a spiccare il volo nel 2024. Sono 20, complessivamente, i tennisti italiani tra la posizione 101 e 250; tra loro sono ben 8 i ragazzi nati nel nuovo millennio. Emulare Jannik Sinner è (quasi) impossibile, ma provare a imitarne professionalità, ambizione e voglia di vincere deve rappresentare il punto di partenza per la costruzione di un giocatore di successo. 

Flavio Cobolli  n.101

Figlio d'arte, ha scalato 70 posizioni

Nato a Firenze (ma romano a tutti gli effetti) il 6 maggio 2022, “Cobo” è figlio d’arte. Il papà Stefano è stato n.236 ATP e oggi guida un ambizioso team del quale fa parte anche l’ex professionista Matteo Fago. La stagione 2023 ha rappresentato il primo trampolino di lancio per Cobolli, che da aprile in poi ha ingranato la marcia giusta scalando ben 70 posizioni. Nel corso dell’anno è riuscito ad approdare al n.95 del mondo. Flavio sa fare tutto ed è un giocatore tecnicamente molto completo: dritto e rovescio sono di ottimo livello, mentre il servizio (un tempo tallone d’achille) è migliorato tantissimo così come la potenza dei colpi. Ha buona mano (vedasi alla voce smorzata) e si disimpegna ottimamente nei pressi della rete. Durante la pre-season ha passato un’intensa e produttiva settimana alla Ferrero Tennis Academy dividendo il campo con Carlos Alcaraz. A fine 2023 ha partecipato alle Next Gen ATP Finals.


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