Bertolucci commosso in diretta tv sul ritiro di Nadal: “A Montecarlo mi disse una cosa... ”
"Una profonda tristezza perché il tempo passa e perché perdiamo uno dei più grandi campioni che lo sport abbia mai conosciuto". Non usa giri di parole Paolo Bertolucci, ex campione azzurro di tennis. La notizia del ritiro di Rafa Nadal ha scioccato tutti nonostante si era capito da tempo che l'annuncio non sarebbe stato poi così lontano. Troppo problemi fisici da affrontare, troppo forte la giovane concorrenza da Sinner a Alcaraz. "Sapevamo che il giorno dell’addio sarebbe stato molto vicino però poi quando arrivano queste notizie ti colpiscono sempre. Festeggiavamo la vittoria di Sinner a Shanghai e poi arriva questo annuncio: non c’è mai un attimo di gioia", ha proseguito scherzando Bertolucci a Sky Sport 24. "Rafa di gioie ce ne ha regalate tantissime e ora dirà addio con la sua nazionale. Speriamo che non ci rovini la settimana della Davis a Malaga. Ha vinto tanto, anche basta adesso...", ha detto sorridendo lo stesso ex tennista italiano.
Il ricordo di Bertolucci: "Ecco dove ho visto Nadal la prima volta"
"Lui questa decisione la covava da un po’ di tempo. Quando la mattina ti alzi e ci metti parecchi minuti a metterti in verticale vuol dire che è arrivato il momento di dire basta. Lui ha detto giustamente che c’è un inizio e una fine e lui in questo tragitto davvero molto lungo ha insegnato a milioni di persone a come ci si comporta in campo, all’abnegazione, al coraggio, alla serietà e al cuore. Un ragazzo straordinario e averlo conosciuto è stato un privilegio vero - ha proseguito Bertolucci -. Un ricordo particolare che mi lega a lui? Con Angelo Mangiante, in postazione a Montecarlo. Una giornata uggiosa, pioveva e c'erano le luci a illuminare il campo. C'è questo ragazzino spagnolo sul centrale di Montecarlo che giocava a ritmi assurdi e dopo due game ci siamo guardati e ci siamo detti: “Sarà che siamo a Montecarlo, è tutto molto bello e divertente ma a me questo sembra proprio un fenomeno”. E così è stato".
Nadal come Borg (e non solo)
"Lui è stato un fenomeno perché ha avuto l’evoluzione di Borg, cioè è partito dalla base Borg e poi sopra ci ha messo tanto. Anche quando ha vinto Parigi tutti dicevano: “Eh, è forte sulla terra ma vedrai sulle altre superfici quanti schiaffi che prenderà". Poi ha cominciato a vincere ovunque dimostrando il suo talento. Tra lui e Federer c’è sempre stata una stima immensa, un esempio non solo per il tennis ma per lo sport in genere. Si sono aiutati vicendevolmente a crescere. Mai una discussione o una polemica, un comportamento perfetto in campo e fuori dal campo e una disponibilità verso la stampa e i tifosi unica".
L'aneddoto di Bertolucci su Nadal:"Dove si vedeva tra cinque anni"
"Vi racconto un aneddoto: eliminato il primo turno a Wimbledon e si è fermato minuti e minuti a firmare autografi tanto che poi lo hanno dovuto accompagnare fuori perché altrimenti il match successivo non sarebbe cominciato. Io vorrei sapere quanti altri campioni avrebbero avuto in un momento così tragico la disponibilità che ha avuto lui. E parliamo della sconfitta più cocente della sua carriera, eh. Lui ha avuto un’umiltà impressionante. La standing ovation a Roma? Incredibile per l’emozione che ha trasmesso e che il pubblico gli ha trasmesso. Io gli chiesi una volta dove si sarebbe visto tra cinque anni e lui mi rispose: “A pescare”. E io ce lo vedo perché lui è figlio di quella terra e di quella educazione e quindi lo vedremo poco sotto i riflettori. Tanti giocatori di oggi devono molto a Rafa, Nole e Roger Federer. La sua vittoria più bella secondo me? La finale vinta a Wimbledon con Federer nel 2008".