Sinner, la Wada spiega tutto sul caso doping: le motivazioni dell’accordo, il report completo

Arriva la spiegazione per l'accordo ufficializzato nei giorni scorsi. L'agenzia mondiale antidoping: "Lieti che si sia fatta giustizia, tutto eseguito in maniera trasparente":

Quello di Sinner è "un caso unico" e la squalifica di un anno sarebbe stata "eccessiva". E' quanto si legge nel report della Wada che spiega l'accordo preso con il numero uno per il caso Clostebol, e che lo vedrà lontano dai campi per tre mesi. Jannik non potrà allenarsi fino al 13 aprile 2025, mentre lo stop forzato terminerà il prossimo 4 maggio. Per lui quindi niente Masters 1000 sul cemento americano (Indian Wells e Miami) e sulla terra rossa di Montecarlo e Madrid, mentre potrà prendere parte agli Internazionali BNL d'Italia a Roma, in programma proprio a maggio. Ecco, nel dettaglio, le spiegazioni che la Wada ha affidato al lungo report sul caso, pubblicato integralmente da Sky Sport.


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Il motivo dell'accordo

La Wada approfondisce l'articolo 10.8.2 del Codice Mondiale Antidoping, contenente "la disposizione sull'accordo di risoluzione dei casi. Una delle sue funzioni principali - spiega la Wada -. è garantire che casi unici, che non rientrano pienamente nel quadro delle sanzioni, possano essere giudicati in modo appropriato ed equo, a condizione che tutte le parti e la Wada siano d'accordo".  L'articolo in questione consente"esplicitamente un'ulteriore riduzione del periodo di ineleggibilità, basandosi sul livello di gravità della specifica violazione, nonché sul riconoscimento dell'infrazione da parte dell'atleta e sulla sua accettazione delle conseguenze appropriate". Questa disposizione è "utilizzata decine di volte tra le migliaia di casi giudicati da quando il Codice 2021 è entrato in vigore", nonostante si parli di "casi eccezionali". Ecco il perché del suo utilizzo in questa situazione.


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Il caso Sinner: le caratteristiche uniche

Nonostante la Wada confermi di ritenere "errata secondo il Codice" la decisione di primo grado, secondo la quale per Sinner ci fosse l'assenza di colpa o negligenza, viene specificato che "fatti di questo caso, come delineati nella decisione di primo grado, erano veramente unici e diversi dagli altri casi di somministrazione da parte del personale di supporto dell'atleta. Infatti, non si trattava di una somministrazione diretta da parte dell'entourage dell'atleta, ma di un assorbimento transdermico, poiché il massaggiatore dell'atleta (senza che quest'ultimo ne fosse a conoscenza) aveva trattato un taglio sul suo dito con un prodotto contenente clostebol".  La Wada ha dunque "verificato e concordato che lo scenario dell'atleta fosse scientificamente plausibile e ben supportato dai fatti. In effetti, lo scenario presentato dall'atleta era già stato accettato dall'Agenzia Internazionale per l'Integrità del Tennis e dal tribunale indipendente che aveva deciso il caso in primo grado". 


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Sinner: eccessivo un anno di squalifica

Fatte queste premesse, l'agenzia mondiale antidoping ha ritenuto che "una sanzione di 12 mesi sarebbe stata eccessivamente severa. Per questo motivo, la Wada era disposta a stipulare un accordo di risoluzione del caso ai sensi dell'art. 10.8.2, che consente una riduzione della sanzione rispetto a quella altrimenti applicabile, tenendo conto in particolare del livello di gravità della violazione". Viene poi sottolineato che "il team che sta redigendo il nuovo codice Wada per il 2027 aveva proposto una maggiore flessibilità per i casi di contaminazione, come quello di Sinner, prevedendo un intervallo di sanzioni che va da un semplice rimprovero fino a due anni". La Wada conclude dicendosi "soddisfatta che sia stata fatta giustizia in questo caso e che la sanzione sia appropriata per la violazione commessa". L'agenzia si ritiene "lieta di aver potuto gestire questa questione in modo aperto e trasparente, con i fatti del caso resi disponibili e di dominio pubblico".

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Quello di Sinner è "un caso unico" e la squalifica di un anno sarebbe stata "eccessiva". E' quanto si legge nel report della Wada che spiega l'accordo preso con il numero uno per il caso Clostebol, e che lo vedrà lontano dai campi per tre mesi. Jannik non potrà allenarsi fino al 13 aprile 2025, mentre lo stop forzato terminerà il prossimo 4 maggio. Per lui quindi niente Masters 1000 sul cemento americano (Indian Wells e Miami) e sulla terra rossa di Montecarlo e Madrid, mentre potrà prendere parte agli Internazionali BNL d'Italia a Roma, in programma proprio a maggio. Ecco, nel dettaglio, le spiegazioni che la Wada ha affidato al lungo report sul caso, pubblicato integralmente da Sky Sport.


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