© EPA Medvedev, la rivelazione sui continui scatti d’ira in campo: “Lo trovo anche in mia figlia Alisa”
Dopo un esordio complicato che l'ha visto imporsi solamente al terzo set nella sfida con Karen Khachanov, al secondo turno dell'Atp 500 di Doha ha vinto e convinto Daniil Medvedev, che è riuscito a staccare il pass per i quarti di finale grazie al netto successo su Zizou Bergs per 6-2 6-1. La testa di serie numero quattro del tabellone, ancora alla ricerca del primo titolo del suo 2025, affronterà Felix Auger-Aliassime per un posto in semifinale. Per il russo sarà fondamentale tenere alta la concentrazione e limitare gli scatti d'ira che spesso caratterizzano le sue prestazioni.
Medvedev: "È come se fossi bipolare"
In una recente intervista, Medvedev ha parlato della differenza dei suoi comportamenti dentro e fuori dal campo, spiegando: “È un po’ come se fossi bipolare. Quando sono in campo, sono molto concentrato e l’adrenalina scorre. Fuori, invece, non c’è più adrenalina e quando è così, sono tranquillo. Non vedo perché dovrei arrabbiarmi. Ma in campo, è una storia diversa. È così da quando ero molto piccolo e lo trovo anche in mia figlia Alisa. Ho lavorato con persone, psicologi. Forse deriva dalla mia infanzia, o da qualcos’altro. Ma sì, anche se non abbiamo ancora finito di educare nostra figlia, a volte si comporta come me. Forse è genetica“. Il russo ha anche aggiunto: “In campo combatto fino alla morte, gioco per vincere, per essere competitivo. Possono succedere cose che ti fanno arrabbiare. Ero arrabbiato perché ho visto che avrei perso il primo set e ho sentito che stavo giocando male. Ho cercato di riconcentrarmi, ma non mi sentivo bene. In campo, ci vuole così tanta energia per rimanere concentrati. Ma in questo momento, sono molto felice di aver vinto e poter tornare in campo per un’altra partita. Dove dovrò concentrarmi di nuovo“.