Djokovic e la PTPA contro il tennis, la partita si giocherà in tribunale? La risposta delle istituzioni
L'accusa di un tennis "rotto", di un sistema "ingiusto" e di un calendario "insostenibile". Si tratta solo di uno dei tanti punti inseriti nel comunicato con il quale la Professional Tennis Players Association (PTPA), sindacato professionistico fondato da Novak Djokovic e Vasek Pospisil (ma si è fatto avanti in questo caso anche Nick Kyrgios), ha chiesto l'avvio di un procedimento presso la Corte distrettuale degli Stati Uniti a New York. Nel mirino dell'associazione ci sono ATP, WTA, ITF e ITIA, colpevoli secondo la Ptpa di aver formato un "cartello". Proprio le quattro istituzioni del tennis mondiale, a poche ore dall'uscita del comunicato, hanno risposto individualmente sulla questione.
Accuse PTPA: parla l'ATP
"Rifiutiamo fermamente la premessa delle affermazioni della PTPA, riteniamo che il caso sia completamente privo di fondamento e difenderemo con determinazione la nostra posizione - si legge nella nota diffusa dall'ATP, l'istituzione che governa il tennis maschile -. Mentre l'ATP è rimasta concentrata nel realizzare riforme a beneficio dei giocatori su più livelli, la PTPA ha costantemente scelto la divisione e la distrazione attraverso la disinformazione, piuttosto che il progresso. A cinque anni dalla sua creazione nel 2020, la PTPA ha faticato a stabilire un ruolo significativo nel tennis, rendendo quindi poco sorprendente la sua decisione di intraprendere azioni legali in questo momento. La nostra struttura ha garantito che i giocatori e i tornei avessero una voce uguale nel determinare la direzione dello sport ai massimi livelli. L'introduzione di una formula per i montepremi, i prize money da record nei tornei e il nuovo, ampliato Bonus Pool hanno contribuito a un aumento significativo della somma distribuita ai giocatori, aumentata di 70 milioni di dollari negli ultimi cinque anni. L'introduzione di audit annuali indipendenti - prosegue l'ATP -. ha dato ai giocatori la possibilità di conoscere in maniera completa e trasparente la situazione finanziaria dei tornei ATP. Il programma Baseline dell'ATP ha introdotto un reddito minimo garantito per i primi 250 giocatori del ranking di singolare, offrendo una sicurezza finanziaria senza precedenti nel tennis professionistico. I contributi al fondo pensione dei giocatori sono aumentati, i prize money dei tornei dell'ATP Challenger Tour sono più che raddoppiati, rafforzando l'impegno dell'ATP nel migliorare il percorso dei giocatori. Questi progressi sono stati ottenuti grazie alla struttura di governance dell'ATP, in cui ogni decisione chiave viene presa con il contributo dei giocatori e dei loro rappresentanti eletti. Nel frattempo, i giocatori, in qualità di contractor"indipendenti, hanno mantenuto un ampio controllo sulla propria programmazione, e conservato la flessibilità di competere, allenarsi e monetizzare le proprie carriere come ritengono opportuno".
La risposta della WTA
Secondo la Wta, che gestisce il massimo circuito femminile, l'azione della PTPA è "deplorevole e sbagliata, noi difenderemo la nostra posizione con determinazione. È questo modello di governance, supportato da generazioni di atleti, che ha permesso alla WTA di ottenere progressi significativi a favore delle nostre giocatrici. Tra i tanti esempi, negli ultimi anni ci siamo impegnati a distribuire alle giocatrici 400 milioni di dollari in più, abbiamo definito un percorso verso l'uguaglianza salariale nei nostri principali eventi, abbiamo ottenuto nuovi investimenti per alimentare la crescita a lungo termine dello sport e abbiamo lanciato i primi benefit per maternità per atlete indipendenti e lavoratrici autonome nella storia dello sport femminile. La WTA - si conclude la nota - è pienamente impegnata a continuare a sviluppare ed evolvere la struttura e le operazioni del tennis professionistico femminile, ascoltando attentamente come sempre le opinioni delle nostre giocatrici. Contestare questa causa infondata distoglierà tempo, attenzione e risorse dalla nostra missione principale, a danno delle nostre giocatrici e dello sport nel suo complesso".
ITF e ITIA
"Ci prenderemo il tempo necessario per considerare quale sarà la nostra risposta - si legge in una breve nota dell'ITF la federazione internazionale tennistica -. In quanto organizzazione no profit e guardiani globali del gioco, lo scopo dell'ITF è di garantire la crescita e la sostenibilità del tennis come sport globale. Reinvestiamo il 90% delle nostre entrate per lo sviluppo globale del gioco attraverso le 213 Federazioni nazionali che fanno parte dell'ITF". In poche ore è arrivata anche la replica dell'ITIA: "L'Agenzia Internazionale per l'Integrità del Tennis prende atto dell'azione proposta dalla PTPA contro gli organi di governo del tennis. Uno sport internazionale credibile richiede programmi solidi contro il doping e la corruzione, e siamo orgogliosi del nostro ruolo nel contribuire a garantire uno sport pulito e corretto. Ci impegniamo a mantenere i più alti standard nel proprio lavoro, seguendo le migliori pratiche e le normative appropriate nella gestione dei casi, dalla raccolta di informazioni alle indagini e, ove applicabile, alle sanzioni. Da parte nostra, continuiamo ad accogliere con favore ogni opportunità di dialogo".