Il tennis nel caos: gli Slam dicono "no" alla riforma di Atp e Wta, cosa sta succedendo

Dopo la lettera della PTPA, nuova discussione tra le massime istituzioni sulla costruzione del calendario: la spiegazione e la ricostruzione inedita del New York Times
Scegli Corriere dello Sport come fonte preferita su Google

2 min

Pubblicato il 23.03.2025, 14:44

Non solo la PTPA. Già prima della lettera pubblicata dal sindacato di Novak Djokovic, il mondo del tennis stava affrontando una fase di cambiamento che vedeva protagoniste tutte le grandi istituzioni di questo sport. Come riportato dal New York Times, Atp e Wta stanno provando a cambiare il calendario annuale, che come denunciato anche dalla stessa PTPA, impegna i giocatori per dodici mesi su dodici, a eccezione di poche settimane di riposo. Il piano ipotizzato avrebbe come obiettivo quello di costruire, attorno ai quattro Slam, dieci eventi combined di livello 1000 e ridurre notevolmente gli eventi minori. Una proposta che i rappresentanti degli Slam avrebbero rigettato perché "non affronta adeguatamente le questioni essenziali".

Il "no" degli Slam: la spiegazione

Nonostante il rifiuto degli Slam alla nuova proposta sembrerebbe dettata dal voler attuare un cambiamento ulteriormente radicale, il "no" sarebbe arrivato anche per ragioni politiche. I tre seggi offerti agli Slam nel consiglio direttivo sarebbero infatti troppo pochi. Per il tennis, quindi, una fase di estremo cambiamento con tante e domande e, per ora, poche risposte, tra discussioni nelle istituzioni e l'ombra delle azioni legali mosse dalla Ptpa.

Guarda la gallery