
Wimbledon, Sinner cosa succede? Gomito e condizione preoccupano i tifosi
Non esistono solo volèe, servizi e dritti vincenti. Delle volte per vincere o passare un turno servono anche dei colpi di fortuna e ieri Jannik Sinner ne ha avuto uno bello grande contro Grigor Dimitrov. Certo a farne le spese è stato il bulgaro con un brutto infortunio che lo ha costretto a ritirarsi e come detto dallo stesso n.1 del mondo, nonostante i quarti di finale raggiunti, non si può certo sorridere. E i motivi sono diversi, intanto per com’è maturato il successo, ovvero con il forfait di Dimitrov quando era avanti di due set. Poi anche per quello che è successo al gomito di Jannik. E’ il primo game e una scivolata manda a terra l’azzurro. Sembra un colpo innocente, anche rivedendo le immagini, eppure incide sul gioco del tennista altoatesino, mai in partita. Adesso avrà un giorno di riposo per preparare la nuova sfida con Shelton, ma i dubbi intorno alla sua condizione non fanno che aumentare.
Sinner e se fossero ancora le scorie di Parigi?
Quello che in tanti si chiedono è se realmente il problema accusato al gomito abbia influito o se comunque a incidere sia ancora uno stato di forma e mentale non ottimale per colpa di quella rovinosa finale persa a Parigi contro Alcaraz. Se il problema sarà il primo si capirà già nella giornata di oggi, Sinner al risveglio valuterà le sue condizioni e una risonanza magnetica fugherà ogni dubbio. Nel frattempo i punti dello scorso anno li ha difesi arrivando ai quarti di finale, ma se vuole impedire ad Alcaraz di continuare ad avvicinarlo dovrà fare molto di più di quanto messo in mostra nelle ultime due settimane. Eppure fino alla sfida con Dimitrov, l’azzurro non aveva perso un set e il cambio di gioco per adattarsi all’erba sembrava dare i propri frutti. Ieri, invece, sembrano tornati gli spettri post Roland Garros, gli stessi che lo hanno fatto cadere ad Halle. Se sia stata solo una giornata storta o no lo si capirà nelle prossime ore, ma intanto una cosa appare chiara: Sinner non dà l’impressione di essere quel giocatore capace di passare sopra ogni difficoltà senza rimanerne scalfito. Tutt’altro. Una parvenza d’umanità alla quale non ci ha abituato e alla quale non ha abituato nemmeno il suo box, sprovvisto da inizio slam del preparatore atletico Panichi (ex di Djokovic). Una scelta, quella di separarsi, che ha fatto discutere a inizio torneo, alimentando un po’ di confusione intorno al team di Jannik dal ko di Parigi a oggi.
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