Tsitsipas e la frase sul padre dopo l'addio a Ivanisevic: "Sento di dovergli dire una cosa..."

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Pubblicato il 24.07.2025, 11:51

Non c'è pace per Stefanos Tsitsipas. Il tennista greco, scivolato al numero 30 della classifica mondiale, è reduce dall'eliminazione rimediata al primo turno di Wimbledon dopo il ritiro al termine del secondo set nella sfida con il francese Valentin Royer. Poche settimane prima era arrivata la sconfitta al secondo turno del Roland Garros e una serie di risultati negativi che hanno portato il vincitore delle Finals 2019 al di fuori dei primi 20 giocatori del ranking Atp. Con un comunicato pubblicato nella notte, Tsitsipas ha deciso di separarsi da Goran Ivanisevic dopo appena due mesi di collaborazione. "Lavorare con Goran Ivanisevic è stata una esperienza breve ma intensa, un capitolo davvero prezioso della mia carriera - ha scritto il greco -. Sono grato per il tempo, l'impegno e l'energia che ha dedicato a me e al mio team. Ora che le nostre strade si divideranno, non provo altro che rispetto per Goran: non solo per quello che ha realizzato nel tennis, ma anche per la persona che è. Gli auguro tutto il meglio per il futuro" .

Tsitsipas fa marcia indietro: "Chiedo scusa a mio padre"

Dopo aver rotto il rapporto con l'allenatore croato, per Tsitsipas è già iniziata la ricerca del nuovo coach. Tra le ipotesi più papabili c'è quella di un ritorno al passato, ovvero di una nuova collaborazione con il padre Apostolos. "Il modo in cui ho trattato mio padre non è stato giusto e ha messo fine al nostro lavoro insieme - ha rivelato Stefanos ai media greci -. Ne abbiamo parlato e gli ho chiesto scusa. Stiamo esplorando nuovi modi di comunicare affinché episodi del genere non accadano più. Voglio bene a mio padre con tutto il cuore, quello che ha fatto per me è molto commovente. Non voglio mai separarmi dalla mia famiglia. Gli errori che ho commesso nella mia carriera sono stati, a volte, la competizione e l'allenamento eccessivi, che hanno rovinato il mio umore e il mio rapporto con il tennis. Bisogna sapersi fermare e avere ben chiaro che il talento da solo non basta. Mi alleno tra le 3 e le 4 ore al giorno con la mentalità giusta, penso che se continuo così, tornerò presto dove merito di essere".