US Open, Sinner rassicura tutti: "È stato solo un virus, tra due giorni sarò al 100%". E su Alcaraz...
Continua l'avvicinamento di Jannik Sinner allo US Open, l'ultimo Slam della stagione che prenderà il via domenica 24 agosto sul cemento di Flushing Meadows, a New York. Il numero uno al mondo, dopo l'allenamento di ieri con Francisco Comesana, è tornato in campo quest'oggi per svolgere una sessione con Alex Michelsen e ha già fissato il nuovo allenamento di domani, che lo vedrà scendere sullo Stadium dalle 17:30 alle 18:30 italiane con Marin Cilic. L'azzurro, in attesa della sfida di primo turno con il ceco numero 87 del mondo Vit Kopriva che andrà in scena tra lunedì 25 e martedì 26, ha parlato alla stampa e dato importanti aggiornamenti sulle sue condizioni di forma dopo il ritiro avvenuto nella finale del Masters 1000 di Cincinnati contro Carlos Alcaraz.
Sinner: "A Cincinnati solo un virus"
In conferenza l'azzurro ha parlato di quanto accaduto a Cincinnati e del suo attuale stato di forma: "È stato solo un virus, tra due giorni sarò al 100%. Ora sto bene, sono sempre a caccia di vittorie: il torneo parte da zero. Innanzitutto sono molto felice di essere tornato qui. È un grande torneo. È ovviamente l'ultimo Slam che abbiamo in questa stagione, quindi le motivazioni sono molto alte. Fisicamente mi sento bene. A Cincinnati ho avuto un virus che hanno avuto anche altri giocatori. Mi sono ripreso quasi del tutto, non ancora al 100%, ma puntiamo ad arrivarci in un paio di giorni. Quindi dovrebbe andare tutto bene per il torneo".
Sulla rivalità con Alcaraz
"Io e Alcaraz siamo diversi, ma ci conosciamo bene - ha continuato il numero uno al mondo -. Lui è ovviamente molto veloce in campo. Con altri giocatori il punto a volte potrebbe finire, ma lui arriva su certe palle e quindi legge il gioco in modo diverso. Così ci sono scambi più lunghi. Ora ci conosciamo meglio. È un gioco molto tattico. Lui prepara le partite in modo diverso rispetto a prima. Io e il mio team facciamo lo stesso. Abbiamo stili diversi, di gioco ma anche come siamo dentro e fuori dal campo. Siamo semplicemente diversi. Allo stesso tempo però è bellissimo da vedere, perché rende tutto molto interessante. L'unica cosa che abbiamo in comune è che ci alleniamo duramente. Facciamo scelte in funzione del tennis. In questo momento è la nostra priorità, come deve essere, perché sono i piccoli dettagli che fanno la differenza. È interessante da vivere. Il numero 1? Posso perderlo e riprenderlo: il futuro non si sa. In questa stagione è una questione di tempo, vedendo i punti. Se lo perdo ora o se lo perdo tra qualche settimana o mese, va bene così. Vediamo. Rispetto allo scorso anno ho guadagnato tanta esperienza".
Il caso doping: "Sensazioni diverse rispetto a un anno fa"
Jannik è tornato a parlare anche del caso Clostebol: "Mi sento diverso rispetto a un anno fa, fu una situazione stressante. Adesso mi sento diverso, certo. L'anno scorso era una situazione molto più stressante, anche perché arrivata proprio prima di uno Slam. È stato difficile gestire tutto. Anche per me sono ancora giovane". E sul ritorno di Umberto Ferrara nel suo staff: "Abbiamo già detto tutto nel comunicato - spiega Sinner -. Non voglio aggiungere altro. Per me è finita. Ci concentriamo di nuovo sul duro lavoro e sul migliorare come atleta. Questo è ciò che conta adesso".
Sinner: "Cambierei tante cose nel tennis"
"Del tennis di oggi cambierei molte cose, ma non vi dico quali - ha aggiunto il numero uno al mondo - .Tanti dettagli rendono lo US Open uno Slam diverso dagli altri. È l'ultimo grande trofeo dell'anno. Le cose possono cambiare. Qui conta molto se giochi di giorno o di notte. Ci sono tanti piccoli dettagli che rendono questo Slam diverso. Per esempio, dormiamo in città e ci vuole un'ora per arrivare. Sono piccole cose, ma se non le gestisci bene diventa difficile giocare al massimo livello. Vediamo. Dico sempre che il futuro è imprevedibile. Non so cosa accadrà stavolta. Ma sicuramente è un torneo molto difficile da giocare".