
Sinner rientra, ma la Coppa Davis è sempre più lontana
Diciannove giorni dopo la finale persa a New York, Jannik Sinner torna e spazza Cilic in due set. E la novità non è tanto quella, perché nessuno aveva dubbi sulla sfida contro il croato, ma pronti via l’azzurro ha mostrato una prima nuova versione di sé. D’altronde dopo gli Us Open persi lo aveva detto che avrebbe dovuto cambiare qualcosa per migliorare ancora e tornare al n.1. Dunque ora il focus dell’altoatesino è quello di chiudere al meglio una stagione che ha portato in dote fin qui due titoli slam su quattro finali major disputate. Restano così il 500 di Pechino, il mille di Shanghai e forse quello di Parigi, poi le Finals di Torino. Grande punto interrogativo, invece, le finali di Davis che quest’anno si giocheranno a Bologna. Sulla sua presenza Sinner non ha ancora sciolto le proprie riserve e anche dopo aver battuto Cilic lo ha sottolineato. “In questo momento proprio non ci sto pensando, vedremo”, la risposta di Jannik a chi gli chiedeva se avrebbe risposto alla chiamata di Volandri.
Sinner, cosa farà?
La sensazione, oggi, è che possa saltare un turno nonostante federazione e tifosi vogliano vederlo in casa a difendere il titolo vinto negli ultimi due anni. Binaghi, però, ha deciso di non pressarlo subito, perché se c’è una speranza di portarlo a Bologna, allora dovrà giocarsela bene, non forzando la mano del campione azzurro. Anche temporalmente le finali di Davis non aiutano perché arriveranno dopo Torino, quindi molto dipenderà anche da come Jannik sarà capace di chiudere la stagione, mentre a favore della sua presenza potrebbe esserci l’ennesima sfida di una rivalità infinita con Alcaraz. Lo spagnolo ha già confermato la sua presenza e non sbagliamo a dire che il mondo del tennis sogni un atto finale Italia-Spagna con i due più forti del mondo a sfidarsi. Prestissimo per sapere oggi se finirà così, nel frattempo Sinner prova a mettere a terra i suoi miglioramenti e le prime risposte si sono viste nella sfida d’esordio a Pechino contro Cilici, quando in campo ha messo il 77% di prime in campo, con 3 ace e una percentuale del 66 di seconde in campo. A New York proprio il servizio era stato uno dei grandi assenti del torneo dell’azzurro e nei 19 giorni successivi ci ha lavorato tantissimo. Ma non solo su quello.
Abbonati per continuare a leggere
Scegli l’abbonamento che fa per te e sblocca un mondo di contenuti esclusivi,
navighi senza interruzioni e scopri il piacere della lettura.
Basic
€ 19,99 Prezzo standardRisparmi il 50%€ 9,99al mese- 5 contenuti al mese
Più scelto
Plus
€ 29,9 Prezzo standardRisparmi il 33%€ 19,99al mese- 10 contenuti plus al mese
- Nessuna pubblicità
Best value
Pro
€ 49,99 Prezzo standardRisparmi il 20%€ 39,99al mese- Contenuti illimitati
- Supporto prioritario
Sei già abbonato?
Unisciti alla Community
Accedi o registrati per dire la tua sugli argomenti che più ti interessano e vivere tutti i servizi di Corriere dello Sport–STADIO". Completa il tuo profilo per essere sempre aggiornato su notizie, eventi, offerte e tutto ciò che fa vibrare il mondo dello sport.
ACCEDI
oppure
o entra con DISQUS
