Mertens-Kudermetova sospesa a Wuhan per caldo ed umidità eccessivi: perché non succede anche nel maschile

A causa delle elevate temperature in Cina, è stato interrotto un incontro di primo turno del WTA 1000: il motivo per cui non accade pure nel circuito ATP

Continua a tenere banco nel mondo del tennis il tema relativo alle condizioni di gioco estreme in cui sono costretti a performare i giocatori. Dopo i tanti ritiri nel Masters 1000 di Shanghai, dove la temperatura è costantemente sopra i 30 gradi e l'umidità sfiora il 90%, anche nel WTA 1000 di Wuhan - sempre in Cina - si è verificato questo problema. C'è stata però una differenza importante: a Wuhan i match femminili sono stati interrotti, mentre a Shanghai si continua a giocare. In particolare è accaduto in occasione della sfida di primo turno tra la belga Elise Mertens e la russa Polina Kudermetova. Al termine del primo set, vinto al tie-break da Mertens, le due giocatrici sono ritornate negli spogliatoi a causa dell'eccessivo caldo. Eppure c'erano 34 gradi, la stessa temperatura che c'è da inizio torneo a Shanghai, dove però Sinner è stato costretto al ritiro dopo oltre due ore e mezza di lotta in condizioni infernali. La domanda quindi sorge spontanea: da dove nasce questa differenza?

Perché non vengono sospese anche le partite maschili

Il motivo alla base di questi due trattamenti diversi tra uomini e donne è legato a una regola. Nel circuito WTA è infatti in vigore la "Heat Rule", vale a dire la possibilità di sospendere un match qualora facesse troppo caldo. Questa regola invece non è implementata dall'ATP e dunque i giocatori sono costretti a proseguire il match a prescindere da quale sia la temperatura. L'unica eccezione riguarda i tornei auto-regolamentati, come ad esempio gli Slam, che non fanno capo all'ATP. L'Australian Open, ad esempio, concede anche ai tennisti uomini di fare ricorso all'Extreme Heat Protocol, garantendo una pausa di 10 minuti in caso di caldo estremo o - nei casi più gravi - addirittura una sospensione.