Panichi, ex preparatore di Sinner: “Ecco dove trovo le motivazioni. Caldo a Shanghai? Con Rune abbiamo fatto così”
SHANGHAI - «Dove trovo le motivazioni dopo le vittorie con Nole e Jannik? Passione. Per me oggi è come se fosse il primo giorno e Djokovic direbbe lo stesso di se stesso. Per me è eccitante far parte di un nuovo progetto: con Rune abbiamo appena iniziato». Terminata l’avventura con Sinner subito dopo il Roland Garros, Marco Panichi è ripartito. Il preparatore atletico, ex di Djokovic, si è subito rimesso in gioco, raccogliendo una delle sfide più intriganti del circuito: Holger Rune, classe 2003, già n.4 del mondo due stagioni fa.
Partiamo dalla domanda che tutti si fanno: come è possibile giocare a tennis in queste condizioni?
«Bella domanda… Ovviamente acclimatarsi è importante: con Holger noi abbiamo aumentato l’intensità gradualmente nei primi 4 giorni. Non si può partire a tutta sotto questo sole e con questa umidità pazzesca. Poi un doppio check su idratazione, alimentazione e recupero. Non ci sono altre strade per farcela. I giorni di riposo sono importanti per fare una messa a punto della macchina umana».
Bella sfida con Rune.
«Un ragazzo meraviglioso, pronto ad ascoltare e condividere. Ci stiamo ancora conoscendo, abbiamo impostato i primi protocolli di lavoro ma sarà un percorso a medio-lungo termine. Lui ha un talento cristallino, ma c’è tanto da migliorare e ce ne passa per diventare un giocatore vero. Finora ha vinto dei tornei, ma poi magari in quelli importanti perdeva ai primi turni. Servirà consistenza».
Ha lavorato con due campioni sul piano mentale. È una dote innata o no?
«Io credo ci siano delle persone più portate, con un senso di competizione più spiccato e una gestione migliore delle emozioni. Con Holger siamo ancora sulle montagne russe: a volte c’è tanta eccitazione per delle cose buone, ma poi c’è magari un rebound negativo».
Essere stato 4 del mondo e non esserlo più: quanto pesa al ragazzo?
«Da sempre è un predestinato, ricordo anche quando a New York vinse un set contro Nole in una delle prime esperienze Slam. Essere stato lì presto può portare un contraccolpo psicologico quando le cose non girano nel verso giusto. Ma siamo sulla strada per accettare che delle volte non si vince o va fatto con più fatica».
Da Novak si aspettava 4 semifinali Slam nel 2025?
«Credo sarà difficile replicare anche questo quando gli altri avranno la sua età. Al meglio dei tre può avere più chance. D’altronde non allenandosi più come prima sia per l’età o per le motivazioni, diventa più difficile gestire le energie. Ma da Novak possiamo aspettarci di tutto».
Lei non si ferma mai. Oltre a Rune anche un progetto per i giovani.
«Ho iniziato con degli amici a Roma. L’idea è quella di ridare indietro ciò che il tennis ci ha dato. Vogliamo dedicarci a dei ragazzi con la speranza che qualcuno di loro possa realizzare i propri sogni con il nostro sostegno. Con il mio socio Petr Losev (e la PL Management; ndc) abbiamo cominciato a mettere le basi per questa accademia, con il supporto del Forum Sport Center”.
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