Thiem e la clamorosa ammissione: "Diventare tennista oggi costa un milione di euro". Il suo racconto fa discutere i social

L’ex giocatore, che oggi ha una scuola, svela come funziona il primo approccio nel mondo professionistico
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ROMA - Alla domanda “quanto costa diventare un tennista professionista?”, Dominic Thiem ha risposto senza esitazioni: "Serve circa un milione di euro". L’ex numero 3 del mondo, campione dello US Open 2020 e finalista in altri tre tornei dello Slam, ha raccontato a Jot Down Sport quanto sia proibitivo, dal punto di vista economico, il percorso di un giovane che sogna di entrare nel circuito professionistico. "L’allenamento è costoso e già a 15 anni si comincia a viaggiare tanto, tra Slam junior e altri tornei: si resta in giro 30 o 35 settimane all’anno, praticamente come un professionista. Ma in quella fase non si guadagna nulla: si spende e basta", spiega Thiem. Il suo racconto è stato ripreso da tanti utenti sui social generando una discussione molto accesa sull'argomento.

I finanziatori privati nel mondo del tennis: come funziona

Chi non dispone di risorse proprie, spesso si rivolge a finanziatori esterni, mecenati o investitori privati disposti a coprire le spese iniziali in cambio di una percentuale sui futuri guadagni del giocatore. Una pratica, racconta Thiem, tutt’altro che rara nel mondo del tennis: "È una soluzione abbastanza comune. Qualcuno investe 50.000 o 100.000 euro l’anno su di te e, in cambio, riceve una percentuale dei tuoi guadagni futuri, limitata a un certo importo" Lo stesso Thiem ammette di averne beneficiato in gioventù: "Quando avevo 15 o 16 anni ricevevo 80.000 euro all’anno. Ho iniziato a restituirli solo a 21 anni, quando finalmente guadagnavo molto di più". Un modello che ha riguardato anche altri campioni come Ana Ivanovic, Grigor Dimitrov e Marat Safin, tutti sostenuti da finanziatori privati nelle prime fasi della carriera. Ma le spese non finiscono neppure quando si arriva in alto. Thiem porta l’esempio del premio di Wimbledon per chi perde al primo turno, pari a 75.000 euro: "Di quella somma il 60% se ne va subito. Ci sono le tasse del paese in cui si gioca, quelle del proprio, il compenso dell’allenatore e del fisioterapista, i viaggi, le attrezzature…". Persino gli sponsor, spiega l’austriaco, implicano tassazioni aggiuntive legate ai giorni trascorsi in determinate nazioni, come Regno Unito o Stati Uniti.

 

 


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