Sinner e le ennesime polemiche sulla Davis: le parole di Panatta, l'inutile paragone con Alcaraz e la foto di Berrettini

Jannik, dopo aver vinto due volte la Coppa, ha deciso di rinunciare. E le critiche, ancora una volta, arrivano pretestuose. L'ex tennista, però, gli tende una mano. E non è il solo
Chiara Zucchelli
3 min

È il tennista numero due al mondo, a lungo numero uno. È il tennista italiano più forte - a paletti - e vincente di sempre, nonché, in assoluto, uno degli sportivi che già adesso, a 24 anni, ha dato più lustro all'Italia. Eppure la decisione (prevedibile) di Jannik Sinner di dire no alla terza coppa Davis di fila ha scatenato infinite polemiche. Come se le due già vinte, da protagonista, non avessero fugato tutti i dubbi (di chi, poi?) sul suo attaccamento alla maglia azzurra. Dalle pagine del Corriere della Sera Adriano Panatta, che pure ammette che lui alla Coppa Davis "non avrebbe mai rinunciato" tende una mano a Jannik. Il tennis è cambiato, gli impegni sono tantissimi, e rinunciare a un trofeo già vinto due volte, lasciando spazio comunque ad amici e compagni di alto livello, ci può stare. Dice Panatta: "Avrebbe senso giudicare gli avvenimenti di oggi, le persone, i loro comportamenti, con il metro di ieri? Io alla Davis non avrei mai rinunciato, e se qualcuno della squadra l’avesse fatto, sarebbero stati i compagni e il capitano, prima ancora della federazione, a chiedere spiegazioni nel modo più duro possibile. Oggi non è più così. Posso dire a Sinner che mi dispiace, che fossi stato in lui uno sforzo l’avrei fatto, che sarebbe stato utile anche per tirarsi fuori dalle polemiche che di sicuro prenderanno fuoco. Ma posso dargli torto quando viene a dirci che l’unica priorità è cominciare bene il 2026 e che una settimana di riposo o di lavoro, alla fine, fa la differenza?".

Bufera Sinner, perché ha detto no alla Coppa Davis

Sinner, che ha rapporti ottimi con la federazione e i compagni (proprio ieri Berrettini ha pubblicato una foto a Vienna in cui fa un selfie a Jannik, nel caso qualcuno avesse dubbi), sapeva perfettamente che la sua scelta avrebbe fatto rumore ma sperava che le due coppe vinte con gli altri da protagonista bastassero a lasciarlo in pace. Evidentemente per qualcuno non è così. In ogni caso Jannik e il suo team hanno scelto di optare per una diversa programmazione. Le Finals di Coppa Davis terminano il 23 novembre e la volontà di dare priorità alla preparazione invernale verso gli Australian Open è, dopo due successi consecutivi in Nazionale, rispettabile, condivisibile e anche logica. 

Sinner e l'inutile paragone con Alcaraz

Dice (la vulgata popolare e poco informata): "Però Alcaraz giocherà la Coppa Davis a Bologna". Vero, ma Carlitos non solo non l'ha mai vinta (ci tiene, vorrebbe persino tatuarsela) ma ha anche giocato appena 8 match con la Spagna. Sinner, con l'Italia, è a 19, più del doppio: basterà a mettere a tacere le polemiche pretestuose e inutili delle ultime ore?


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