Sinner, l'italiano più vincente di tutti: perché invece di criticarlo non cominciate a ringraziarlo?

L'Italia vince nel mondo anche grazie - se non soprattutto - al fenomeno con la racchetta in mano che viene dalla Val Pusteria (che è italiana, fino a prova contraria). La rinuncia alla Davis non può essere vista come una mancanza di rispetto verso il nostro paese
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Simone Zizzari

Pubblicato il 22.10.2025, 17:54 (Aggiornato il 22.10.2025, 18:01)

Avanti un altro, c'è posto per tutti. L'Italia è un paese meraviglioso: basta che il più grande tennista che la nostra storia abbia mai conosciuto decida legittimamente di rinunciare alla convocazione per un'edizione della coppa Davis (che, ricordiamolo, ci ha fatto vincere due volte consecutivamente) ed ecco salire tutti sul carrozzone dello "Jannik austriaco, paga le tasse in Italia".

Ma come, quando questa estate ci fece godere vincendo Wimbledon nessuno si azzardò a proferire verbo e ora sono tutti lì? Eppure Jannik l'Italia la fa vincere in tutto il mondo come mai nessuno prima in questo sport. E lo fa continuamente, con il massimo dell'orgoglio tricolore possibile. Dimostrandosi, per giunta, in ogni occasione un esempio per tutti i bambini che - solo grazie a lui - si sono affacciati a questo sport. Lui, Jannik, dal passaporto italiano. 

L'insensata idea che Sinner voglia penalizzare l'Italia

E allora basta con questa litania che si riattiva ogni volta che Sinner fa una scelta divisiva: sembra che stiano tutti lì, al fronte, con i fucili in mano. Bravi ad applaudire quando Jannik vince uno Slam e subito dopo pronti ad affossarlo appena questo ragazzo fa scelte diverse (ricordate le Olimpiadi, sì). Ma veramente pensate che la sua decisione di non partecipare alla Davis sia figlia di una scelta ragionata e finalizzata solo a penalizzare l'Italia? Questi ragazzi giocano uno sport individuale e sono figli del mondo: parlano tante lingue, guadagnano moltissimo, sono pieni di sponsor. E questa cosa dà fastidio e genera invidia. Un'invidia che sui social trova la sua cassa di risonanza perfetta. Ma Jannik è abbastanza intelligente da non cadere nella provocazione più ipocrita di tutte: "Ha vinto due volte il Six Kings Slam, quindi l'anno prossimo salterà anche l'esibizione in Arabia?". Ma per favore. Con buona pace del Codacons. E di Bruno Vespa.