Bertolucci: "Sinner sulla Davis ha sbagliato sono una cosa". Panatta: "Per noi era irrinunciabile, ma ora..."
Sinner ha detto che non ha nient'altro da aggiungere sulla sua scelta di non partecipare alle finali di Coppa Davis. Ma, mentre lui è impegnato nel torneo di Vienna, in Italia il tema è ancora caldissimo, tutt'altro che chiuso e continua a dividere. Anche Adriano Panatta e Paolo Bertolucci non la pensano proprio allo stesso modo. Le due leggende del tennis hanno dato spettacolo nel simposio organizzato da FondAzione Roma e condotto da Pierluigi Pardo. Hanno raccontato aneddoti incredibili sulle loro Davis, tra cui quella storica vinta nel '76, e sulla loro grande amicizia in generale. Tra scarpe sparite e ritrovate a Berlino, risse sugli spalti finite in maniera grottesca e punzecchiature varie, impossibile non affrontare il tema Sinner e Coppa Davis.
"Adriano Panatta, lei come giudica questa scelta di Sinner?"
"Non si può ragionare oggi come ai nostri tempi, quando la Coppa Davis faceva parte delle quattro priorità della stagione che erano la Davis appunto, Roma, Parigi e Wimbledon. Poi se vogliamo possiamo metterci anche gli Us Open, però noi guardavamo soprattutto la terra battuta e Wimbledon, se si riusciva a giocare bene. Dell'Australian Open non ce ne fregava niente, nemmeno ci andavamo. Per cui non possiamo giudicare oggi quello che noi eravamo 50 anni fa. Se la domanda è se io avrei accettato la convocazione dico di sì, però io ho 75 anni e non riesco a immedesimarmi in un giocatore di 24, è diverso il tennis, è diverso tutto".
"Perché non si può fare un confronto tra allora e oggi?"
“Perché la competizione di oggi fa ridere, non si può giocare una Coppa Davis due su tre, dove il doppio giocato da Pincopallo e Vattelappesca vale il 33,33 per cento. Non esiste. Quando giocavamo noi valeva il 20 per cento, che è più giusto. Io e Paolo abbiamo vinto dei doppi decisivi, ma avevano il giusto valore".
"Bertolucci, questo è il momento per il tennis italiano di dimostrare che non c'è solo Sinner"
“Esatto, è proprio questo il momento, perché la squadra è forte in ogni caso. Siamo assolutamente competitivi e adesso spetta a questi altri ragazzi prendere in mano la situazione. Jannik ha contribuito in maniera determinante per due volte a riportare la Coppa in Italia e adesso perché no, spero che ci riescano gli altri e che la Coppa rientra in Italia. Sinner l'aveva anticipato un anno fa che non avrebbe giocato la Coppa Davis. L'errore è nella comunicazione. Se l'avesse ribadito ufficialmente all'inizio dell'anno, la cosa sarebbe durata tre ore e mezza e finita lì, e non sarebbe successo niente. E invece hanno aspettato l'ultimo momento, e la gente ha detto 'Ma come, rifiuta la Coppa Davis?', fermo restando, che la nazionale di tennis non è come quella di calcio. Poi anche altri big come Alcaraz e Zverev hanno saltato diverse partecipazioni".
"C'è spazio per un ripensamento?"
"No, ma chi deve sperarci, ormai ha detto no. Ma sono convinto che tra qualche anno Sinner tornerà a giocare la Davis ".
Intanto Berrettini ha vinto una partita di più di tre ore con Norrie a Vienna"
"Bene sono contento, perché è la prima partita lunga che vince da parecchio tempo e quindi vuol dire che sta trovando anche lui la giusta condizione".
