Binaghi su Sinner: "Troppe polemiche. Il no alla Davis sofferto per lui quanto per me"
Nello splendido foyer del Teatro San Carlo, una cornice d’eccezione scelta in collaborazione con il Comune di Napoli, si è svolta la cerimonia di chiusura delle celebrazioni del centenario della fondazione del Corriere dello Sport-Stadio. Tra i sei ospiti per il talk sullo sport, che ha visto la partecipazione di Adriano Galliani, Gianluigi Buffon, Ferdinando De Giorgi, Tommaso Chieffi e Gaetano Manfredi, ha parlato anche il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi. "Colleziono tutte le prime pagine, negli ultimi anni sono state tante" - ha detto - prima di tornare su Jannik Sinner e sul momento del tennis azzurro.
Binaghi: "Sinner-Davis? Decisione sofferta"
"Sinner è di uno spessore umano altissimo - le parole di Binaghi -. Ci sono state troppe polemiche per la sua decisione. La scelta è stata tanto sofferta per lui quanto per me. Jannik prima che un grande campione è un ragazzo straordinario come tutti i nostri tennisti nei primi 100. Un esempio da seguire. Grazie al suo lavoro, a quello di Lorenzo Musetti e di Jasmine Paolini avremmo almeno altri dieci anni ricchi di grandi soddisfazioni". Sulle possibilità di vincere la terza insalatiera consecutiva: "Perché no, si deve fare. Abbiamo comunque uno squadrone e, anche se non partiamo più da 1-0 come se ci fosse Jannik, abbiamo Matteo Berrettini che è un giocatore di grande carisma. Un trascinatore, uno che in Davis sa come giocare ed è in forma al momento giusto. Una sorta di secondo capitano e valore aggiunto". Spazio anche per il tennis femminile: "Con Sara Errani sto insistendo, vediamo se ci riesco a farla continuare in singolare. Su Paolini nessuno avrebbe giocato mezzo euro sul fatto che avrebbe rifatto un anno così".
Binaghi sulla crescita del tennis in Italia
"La crescita del movimento tennistico nel nostro Paese è dovuta - sottolinea Binaghi - anche al fatto che abbiamo copiato nella formazione qualcosa alla pallavolo, introducendo i vivai nelle tante squadre che disputano i campionati nazionali dalla dalla Serie A alla Serie D. Dal punto di vista dei numeri io mi misuro con le squadre di calcio. Noi nell'anno dovremmo incassare di biglietteria più di quanto fanno le squadre di Serie A. Il vero metro del livello di uno spettacolo secondo me è quanto la gente è disposta a pagare per vedere quell'evento. Abbiamo raggiunto dati impensabili, addirittura troppo grandi per le nostre strutture sportive".
Il segreto del successo di Sinner
Su Sinner, il numero uno della FITP ha aggiunto: "Credo che si debba fare uno studio approfondito sulla sua famiglia. Nel percorso di Jannik secondo si sono analizzati tanti asetti, ma non quello più importante. Nella sua crescita e nel suo modo di porsi sono stati fondamentali i genitori, persone semplici e umili che hanno rappresentato benissimo il figlio. Il padre di Jannik continua a fare lo chef e la madre quello che ha fatto per tutta la vita".