Sinner: “Sono orgoglioso di essere italiano”. Poi svela un retroscena su Berrettini e la coppa Davis

Il 'nuovamente' numero 1 del Mondo, si racconta a pochi giorni dalla resa dei conti con Alcaraz nelle Finals Atp: "La nostra forza, le nostre differenze"

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Pubblicato il 04.11.2025, 20:50 (Aggiornato il 04.11.2025, 22:40)

"Noi giochiamo solo a tennis..."

Sui paragoni con i campioni del presente e del passato, Sinner dà una lezione a chi ne fa qualcosa di più grande di quello che è: "È diverso fare l’umile o essere umile. L’impressione è che sia così, e questo sia indispensabile per te anche per essere un campione sul campo. Io ho sempre pensato che noi atleti non cambiamo il mondo. Poi ognuno ha degli idoli: all’inizio il mio è stato Andreas Seppi, perché conoscevo solo lui, e poi dopo, quando sono entrato un po’ nel tennis, è diventato Federer, poi ho conosciuto Nadal, quindi Djokovic. Però poi ti rendi conto che siamo persone che non cambiano il mondo  Noi giochiamo solo a tennis, cerchiamo di tirare una pallina in campo. Poi c’è chi lo fa meno bene e chi lo fa di più…".