Quell'abbraccio tra Berrettini e Cobolli, il papà di Flavio si commuove: "Non ho parole, in quel gesto c'è..."
Il successo conquistato dall'Italia a Bologna nella Coppa Davis 2025 ha tra i suoi protagonisti assoluti Matteo Berrettini e Flavio Cobolli. Entrambi cresciuti a Roma, gli azzurri hanno scritto il loro nome sull'ultima insalatiera d'argento conquistata dalla nazionale azzurra non perdendo nemmeno una partita. Un legame particolare tra due giocatori che sono legati da un'amicizia particolare. Tutto è nato al Circolo Canottieri Aniene di Roma, dove Stefano Cobolli, padre di Flavio, e Vincenzo Santopadre, seguivano da vicino proprio Matteo.
Stefano Cobolli racconta l'abbraccio tra Matteo e Flavio
In un'intervista rilasciata a Supertennis dopo il trionfo azzurro, Stefano Cobolli si è infatti soffermato sull'abbraccio tra Flavio e Matteo raccontando il loro fortissismo legame. "Quello è un abbraccio di due persone che hanno passato parte dell'infanzia insieme - ha spiegato -. Tra i sei o sette anni di Flavio, fino ai 18 di Matteo. In quegli anni sono stati tanto insieme. Flavio, nonostante giocasse al Parioli, veniva in trasferta con me e Santopadre con l'Aniene. Era molto piccolo e vedeva in Matteo un giocatore quasi già affermato. Stravedeva per lui, veniva a cena a casa nostra. C'era tanta amicizia. Poi ovviamente si sono un po' persi per motivi generazionali: Flavio giocava nel circuito Junior e Matteo già era un tennista. Si sono ritrovati da poco. Già nei tornei c'è stato un riavvicinamento: Matteo ha sempre dato dei consigli a Flavio. Si vede che c'è amore ed è risbocciato adesso, in una situazione incredibile come la Coppa Davis. Non so cosa possano aver sentito: Matteo è come un fratello per lui. Quell'abbraccio è lui che lo protegge un po' da tutto".