© LAPRESSE Tennis in lutto, è morto Nicola Pietrangeli a 92 anni
Il tennis in lutto, è morto a 92 Nicola Pietrangeli. La leggenda a cui dal 2006 è stato intitolato il vecchio "Stadio della pallacorda" al Foro Italico di Roma. Era malato da tempo, il presidente della Fitp Binaghi gli aveva dedicato un pensiero nell'ultima Coppa Davis, per la prima volta giocata senza la sua presenza. L'unico tennista italiano inserito nella Hall of Fame del tennis mondiale. È ancora oggi il primatista mondiale di tutti i tempi in Coppa Davis per partite giocate (164), incontri vinti in singolare (78-32) e in doppio (42-12). Ha formato con Orlando Sirola la coppia più vincente di sempre nella manifestazione (34 successi in 42 partite) ma l’ha vinta solo da capitano, nel 1976. Il suo merito maggiore, ha sempre dichiarato, è stato l’aver portato l’Italia in Cile, aver vinto la partita sul piano diplomatico e politico contro chi spingeva per il boicottaggio come forma di protesta contro il regime del generale Augusto Pinochet. Nato a Tunisi l'11 settembre 1933 da famiglia italiana, Pietrangeli ha scritto alcune delle pagine più belle del tennis italiano, diventando il simbolo di un'epoca in cui il talento e l'eleganza contavano più della potenza.
Campione della Dolce Vita resa marchio e identità da Federico Fellini, Pietrangeli è stato considerato fra i dieci migliori tennisti del mondo fra il 1957 e il 1964, quando le classifiche le stilavano i giornalisti. Ha trionfato due volte al Roland Garros, nel 1959 e 1960, anni in cui è stato indicato come numero 3 del mondo. Ha vinto due volte agli Internazionali d’Italia e vinto complessivamente 48 titoli, ai quali si aggiungono la medaglia d’oro ai IV Giochi del Mediterraneo di Napoli nel 1963 (battendo lo spagnolo Manuel Santana) e quella di bronzo nel doppio insieme a Sirola. Ha conquistato anche la medaglia di bronzo nel singolare maschile al torneo di esibizione di tennis ai Giochi Olimpici di Città del Messico nel 1968. "Se mi fossi allenato di più - ha detto -, avrei vinto di più ma mi sarei divertito di meno”.