Australian Open, è già polemica: Bublik se la prende con le palline, la denuncia sui social

Tramite una foto postata sul suo profilo, accompagnata da una scritta sarcastica, il kazako ha puntato il dito contro lo Slam in programma a Melbourne

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Pubblicato il 18.12.2025, 11:20

La nuova stagione non è ancora iniziata eppure c'è già la prima polemica: l'ha sollevata Alexander Bublik. Tra un'esibizione e un allenamento, tutti i tennisti stanno lavorando per farsi trovare pronti in vista dei primi appuntamenti del 2026. L'annata comincerà come di consueto in Oceania, tuttavia l'obiettivo della maggior parte dei giocatori non sono i tornei in programma nelle prime due settimane bensì l'Australian Open, che scatterà il 18 gennaio a Melbourne. Uno dei tennisti più attesi è proprio Bublik, protagonista di un ottimo 2025 in cui ha sollevato quattro titoli e si è portato a ridosso della top 10. Il kazako inaugurerà l'anno prendendo parte all'ATP 250 di Hong Kong, ma nel frattempo sui social ha postato una foto in cui muove una critica all'Australian Open.

Bublik denuncia la scarsa qualità delle palline

Sul suo canale Telegram, Alexander Bublik ha condiviso uno scatto della sua ultima sessione di allenamento, in cui ha usato le palline che troverà in Australia così da abituarsi. Sono bastati però pochi minuti in campo per rendersi conto di non essere soddisfatto della loro qualità. "Palline di alta qualità di un torneo del Grande Slam" ha scritto ironicamente. Nella foto pubblicata effettivamente le palline appaiono particolarmente spelacchiate. Qualcuno potrebbe obiettare che sia normale dopo una sessione d'allenamento, ma il kazako ci ha tenuto a precisare che fosse il risultato di "cinque minuti ad allenare il back". Per il momento si tratta di un caso isolato - anche se l'Australian Open era già stato oggetto di una polemica del genere nel 2023 -, tuttavia è da tempo che molti giocatori cercano di attirare l'attenzione su un tema come le palline, sia per la loro scarsa qualità sia per l'eccessiva differenza tra un torneo e l'altro.