Arnaldi: "So cosa voglio. Sinner? È incredibile, lui e Alcaraz..."© REGINA CORTINA

Arnaldi: "So cosa voglio. Sinner? È incredibile, lui e Alcaraz..."

Un nuovo coach e anche il sì con Mia: "La vittoria su Djokovic il mio momento migliore"
Lorenzo Ercoli
6 min

«Il 2025 è stato un anno difficile. All’Australian Open ho iniziato ad avere problemi al piede destro e me li sono portati dietro per tutta la stagione, prima non avevo mai avuto grandi infortuni. Ho vinto veramente poco ed è giusto che io sia dove sono, ma è tutta esperienza e adesso sento di poter vivere un anno importante». Con il sorriso che lo contraddistingue, Matteo Arnaldi è trasparente nel raccontare le difficoltà di un’annata più complicata del previsto e le speranze per un 2026 ormai alle porte Il ventiquattrenne di Sanremo riparte da numero 61 del mondo (nel 2024 il best ranking di n.30) e lo fa con un nuovo allenatore al suo fianco: Marcel du Coudray, tecnico di origini sudafricane. Il 2025 si è infatti chiuso con l’addio allo storico coach Alessandro Petrone, sostituito da una figura dal profilo internazionale che lavorerà in sinergia con il resto del team sanremese, confermato a partire da Matteo Civarolo. Quest’ultimo è già a Melbourne con Arnaldi, che ormai da anni svolge la preparazione invernale nel Paese della fidanzata Mia.

Come sta andando a Melbourne? Sente l’Australia come una seconda casa?

«Direi di sì, è il terzo anno che faccio la preparazione qui a Melbourne. L’ultimo allenamento l’ho fatto con 40 gradi (ride), ma è molto utile per adattarsi subito e in più mi piace allenarmi al caldo. In generale mi trovo molto bene con tutti qui».

Già nei primi tornei du Coudray sarà al suo fianco. Come ha vissuto la ricerca di un nuovo coach?

«È stato difficile dopo tanti anni con Petrone. In più è stata una decisione presa all’ultimo quindi la ricerca non è stata facile, ma ho parlato con tante persone e alla fine Marcel mi è sembrata quella più adatta a me. Cercavo qualcuno che potesse darmi tanto sul piano dell’esperienza in campo ma anche aiutarmi sull’aspetto tecnico e tattico: con lui ho trovato questo mix. Abbiamo lavorato bene a Sanremo prima che partissi per l’Australia e mi raggiungerà per i primi tornei».

Ci racconta il suo 2025? Di fatto non è mai stato al 100% a causa di un infortunio al piede destro.

«Esatto, il problema è sorto nel match contro Musetti all’Australian Open. Poi ho cambiato scarpe e tra Indian Wells e il Roland Garros ho avvertito fastidio, ma non dolore, e infatti quella è stata la parte migliore della mia stagione. Sull’erba si è aggiunto anche un problema alla caviglia e sia a Wimbledon che agli US Open ho giocato prendendo antidolorifici: a New York ero anche 2-0 avanti con Cerundolo, ma poi il dolore non mi ha più dato tregua. Nel finale di stagione mi sarei dovuto fermare, ma perdevo punti e ho provato a tirare la carretta fino alla fine. Sul piano mentale è stato difficile, perché hai sempre tante cose in testa, ma sento che tutto questo mi aiuterà in futuro».

Nella sua testa c’è anche la paura di scendere?

«Onestamente no, anche perché in una stagione con pochi risultati sono comunque riuscito a chiudere da numero 61 del mondo. Se riesco a stare bene l’obiettivo è tornare dov’ero e fare ancora meglio per salire».

Adesso si sta allenando senza problemi?

«Sono al lavoro e la speranza è di recuperare al 100% ma vogliamo essere cauti. Se dovessi avvertire un po’ di male potrei saltare Brisbane ed esordire ad Adelaide. Ma sento che il 2026 possa essere un anno importante per tornare dove voglio stare».

In carriera ha già 5 vittorie contro dei Top 10. Sono quelle le partite che le danno fiducia?

«Quando mi vedo giocare bene e vincere so che il livello c’è. Mi è mancata un po’ di continuità e magari dopo alcuni di questi successi ho poi perso contro avversari che in teoria avrei potuto battere. Quest’anno fino a Madrid ci stavo gradualmente riuscendo, anche quando non facevo match incredibili».

Ed è proprio lì che ha sconfitto Djokovic. È stato il momento migliore del suo 2025?

«Anche solo affrontare il mio idolo era speciale, vincere lo è stato ancora di più. Credo di aver toccato uno dei momenti più alti della mia carriera anche come livello. Infatti, parlando di continuità, poi ho battuto anche Dzumhur e Tiafoe prima di perdere ai quarti contro Draper».

Sinner e Alcaraz invece quanto li vede lontani da lei e dagli altri? C’è un possibile terzo incomodo?

«Draper era quello che si stava avvicinando di più, ma spesso è vittima di infortuni. Poi c’è anche Zverev: sono sicuro che prima o poi troverà continuità. Perché oggi lui, Fritz e altri Top 10 magari riescono anche a giocare alla pari con Jannik e Carlos, ma non vincono tre tornei di fila e a volte escono presto negli Slam. Sinner invece è incredibile: negli ultimi due anni ha perso quasi solo contro Alcaraz. E anche Carlos è cresciuto tantissimo in termini di continuità. Oggi loro hanno un livello superiore e mi fa bene stare con loro e potermi ispirare a ciò che fanno».

Il 2026 sarà anche l’anno del suo matrimonio? Italia o Australia?

«Non abbiamo ancora fissato la data, ma quando sarà ci sposeremo in Italia (ride)».


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