Sinner, Alcaraz, Coco e altri tennisti: il messaggio sul conflitto in Medio Oriente

Le parole dei migliori tennisti al mondo, attualmente impegnati in California ad Indiana Wells, su quello che sta accadendo nel mondo
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Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e le crescenti speculazioni su un possibile allargamento del conflitto stanno producendo effetti che vanno ben oltre la sfera politica. Anche il mondo dello sport si trova a fare i conti con le conseguenze di una situazione internazionale sempre più instabile. Dopo una serie di esplosioni registrate ad Abu Dhabi e Dubai, le autorità degli Emirati Arabi Uniti hanno disposto la chiusura temporanea dello spazio aereo per motivi di sicurezza. Il provvedimento è arrivato poche ore dopo la conclusione dei Campionati di tennis di Dubai 2026, costringendo alla sospensione dei voli e creando disagi anche tra atleti e staff presenti nel Paese. In questo clima di incertezza, alcune delle principali stelle del circuito hanno scelto di intervenire pubblicamente. Tennisti come Coco Gauff, Carlos Alcaraz e Jannik Sinner hanno manifestato preoccupazione per quanto sta accadendo e solidarietà alle persone coinvolte, sottolineando l’importanza della sicurezza e della tutela delle vite civili. Tra i giocatori presenti negli Emirati figuravano anche Daniil Medvedev, vincitore del torneo di Dubai 2026, e Andrey Rublev.

Coco Gauff: "Violenza inutile"

Per Coco Gauff, la crisi va ben oltre i titoli dei giornali. Ci sono alcune persone che conosce personalmente che sono state colpite e che sono rimaste bloccate in quella zona. Ha espresso il suo punto di vista durante la conferenza stampa pre-torneo di Indiana Wells, dove ha bilanciato le sue esperienze personali con la tragedia stessa. "Quello che sta succedendo è deplorevole, e i miei pensieri e le mie preghiere sono rivolti a tutti coloro che sono stati colpiti, vite innocenti che vengono portate via. Penso che ci sia molta violenza inutile in corso", ha detto con fermezza la tennista statunitense. La Gauff ha giocato a Doha e Dubai il mese scorso, prima che scoppiasse il conflitto: "Non mi sono mai sentita in pericolo nonostante viaggiamo costantemente per il mondo. Possono succedere episodi violenti in diverse forme. Sono grata di essere riuscita ad andare via prima che la situazione degenerasse fino al punto in cui ci troviamo adesso".

Le parole di Sinner e Alcaraz

Anche i due migliori tennisti al mondo hanno rotto il silenzio sulla situazione. Carlos Alcaraz ha condiviso lo stesso senso di shock di Gauff per la rapidità con cui la situazione è cambiata. "È stato tutto molto sorprendente, fino a pochi giorni fa giocavamo li e poi è successo tutto all’improvviso. Vedere alcuni tennisti bloccati li senza avere la possibilità di muoversi è stato preoccupante, almeno per quel che mi riguarda”, ha dichiarato lo spagnolo. Pure Jannik Sinner ha riecheggiato il sentimento di impotenza che molti provano quando si verifica un conflitto globale come questo: "Ci sono certe cose che non possiamo controllare veramente, e questa è sicuramente una di quelle". E poi: "Nella vita ci sono cose molto più importanti che giocare a tennis".

Momenti di preoccupazione e incertezza

La realtà di questa situazione globale è ormai un argomento di conversazione frequente tra i giocatori. Ben Shelton ha rivelato che lo spogliatoio è spesso uno spazio in cui queste ansie e pensieri vengono condivisi, come quando i giocatori hanno recentemente dovuto affrontare simili interruzioni dei viaggi in Messico a seguito di violenze regionali. "Ne parliamo continuamente, ovviamente pregando per tutte le persone, le famiglie colpite e le persone che in questo momento si trovano in situazioni difficili". Il messaggio che arriva è chiaro: se è vero che lo spettacolo del tennis deve continuare, la sicurezza dei civili e il ritorno in sicurezza degli sportivi restano e devono sempre essere la vera priorità.


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