Medvedev e la confessione che non ti aspetti: "Finalmente ho scoperto come si battono Sinner e Alcaraz"

Il tennista russo parla del suo percorso a Indian Wells e del rammarico dopo essere arrivato in finale senza vincere. Poi rivela come poter battere i due più forti al mondo

 Daniil Medvedev, tennista russo classe 96, ha conquistato 23 titoli ATP, raggiungendo anche la prima posizione mondiale nel ranking nel 2022, riuscendo ad interrompere il dominio di Djokovic, Federer e Nadal che durava dal 2004. Nell'ultimo master 1000 appena conclusosi, l'Indian Wells, il russo è riuscito a battere Alcaraz in semifinale e a mettere Sinner in difficoltà in finale, perdendo però entrambi i set al tie break.

Medvedev non si accontenta: " Alla mia età non basta giocare bene"

La finale contro Sinner ha un retrogusto amaro per Medvedev, che si asopettava di più da sè stesso, soprattutto dopo aver battuto Alcaraz in finale. Il trentenne ricopre la decima posizione del ranking mondiale e in un'intervista ha affermato di voler fare di più, anche perché alla sua età si può essere soddisfatti delle vittorie e non ci si accontenta più solo delle buone prestazioni: "Quando perdi non importa come hai giocato, non c’è un retrogusto di vittoria. Sì, probabilmente ho giocato bene e potrebbe darmi una spinta in più per il prossimo torneo, ma alla mia età... Quando hai 20 anni e giochi bene contro Sinner, come ha fatto Joao Fonseca, è un’enorme spinta per il futuro. Per me invece no. Dovevo provare a vincere, e ovviamente ci stavo provando, ma non ha funzionato".


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Medvedev pensa al futuro: "Per batterli devi essere in forma e loro..."

Battere Sinner ed Alcaraz non è impossibile, ma sicuramente molto difficile. L'ultima vittoria del russo su Sinner risale al 2024, ai quarti di  finale di Wimbledon, mentre contro Alcaraz la vittoria più rercente risale alla semifinale del torneo californiano appena concluso. Guardando alle ultime due gare contro i due campioni, Medvedev si dice fiducioso: "Se parliamo delle ultime due sfide non mi manca molto per giocarmela. Forse ho fatto cose migliori di Carlos, di Jannik no, ma ero vicino al suo livello. Ad esempio ho servito meglio di Carlos, mentre Jannik ha servito molto meglio di me e meglio di qualsiasi altro giocatore affrontato da me quest’anno. Reggevo benissimo gli scambi, ma il fatto che servisse così bene è logorante. Sono migliori nella costanza, loro giocano così tutto l’anno. Io ho più cali di rendimento, ho sempre detto che per batterli devi giocare al tuo meglio e loro due devono essere ad un gradino sotto il loro miglior livello. Carlos non era al suo top, ma è normale. Il loro top si vede molte più volte nella stagione rispetto al mio".  Il Miami Open potrebbe proporci una semifinale proprio tra Medvedev e Sinner; se i due dovessero battere i rispettivi avversari nei turni precedenti e affrontarsi in semifinale, per il russo potrebbe essere l'occasione della rivincita, mentre per Sinner potrebbe essere l'occasione per il Sunshine Double.

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 Daniil Medvedev, tennista russo classe 96, ha conquistato 23 titoli ATP, raggiungendo anche la prima posizione mondiale nel ranking nel 2022, riuscendo ad interrompere il dominio di Djokovic, Federer e Nadal che durava dal 2004. Nell'ultimo master 1000 appena conclusosi, l'Indian Wells, il russo è riuscito a battere Alcaraz in semifinale e a mettere Sinner in difficoltà in finale, perdendo però entrambi i set al tie break.

Medvedev non si accontenta: " Alla mia età non basta giocare bene"

La finale contro Sinner ha un retrogusto amaro per Medvedev, che si asopettava di più da sè stesso, soprattutto dopo aver battuto Alcaraz in finale. Il trentenne ricopre la decima posizione del ranking mondiale e in un'intervista ha affermato di voler fare di più, anche perché alla sua età si può essere soddisfatti delle vittorie e non ci si accontenta più solo delle buone prestazioni: "Quando perdi non importa come hai giocato, non c’è un retrogusto di vittoria. Sì, probabilmente ho giocato bene e potrebbe darmi una spinta in più per il prossimo torneo, ma alla mia età... Quando hai 20 anni e giochi bene contro Sinner, come ha fatto Joao Fonseca, è un’enorme spinta per il futuro. Per me invece no. Dovevo provare a vincere, e ovviamente ci stavo provando, ma non ha funzionato".


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