Cinà esclusivo: "Sogno Wimbledon e di allenarmi con Sinner. Alcaraz? Ci andrei in vacanza"© FOTO MOSCA

Cinà esclusivo: "Sogno Wimbledon e di allenarmi con Sinner. Alcaraz? Ci andrei in vacanza"

Il talento palermitano, impegnato nella Guerri Napoli Tennis Cup, si racconta: dalle sensazione sul torneo al sogno più grande, quello di vincere sull'erba londinese
Davide Palliggiano
4 min

NAPOLI - Diciotto anni, diciannove lunedì 30 marzo. il primo Challenger già vinto e la sensazione di essere soltanto all’inizio. Federico Cinà si gode il momento, ma con i piedi ben piantati a terra. A Napoli, dove sta giocando la Guerri Napoli Tennis Cup, il talento palermitano ha parlato dei suoi obiettivi, del rapporto con il gruppo azzurro, di Sinner, di Wimbledon e anche del legame istintivo sentito subito con la città.

Cinà, è la prima volta che vive davvero Napoli?

«Sì, diciamo di sì. Forse ci ero già venuto da piccolo, ma non me la ricordo bene. Quindi viverla così, in questi giorni, è praticamente la prima volta».

Si ci ritrova un po’?

«Sì, abbastanza. Mi ricorda Palermo sotto certi aspetti. Anche il mio circolo è vicino al mare, quindi un po’ di somiglianza c’è. Secondo me Napoli e Palermo si assomigliano abbastanza come città e questa cosa mi piace molto».

Il tennis italiano sta vivendo un momento pazzesco. Che rapporto ha con questa nuova generazione?

«Molto buono. Con tutti c’è un bel rapporto, anche di amicizia. Sono felice che ci siano tanti italiani che stanno vincendo e facendo bene. Siamo un bel gruppo, ci sono tanti bravi ragazzi e penso che il lavoro che stiamo facendo sia importante. Speriamo di continuare così».

E con Sinner? Ha avuto modo di conoscerlo meglio?

«Ci siamo visti un paio di volte in qualche torneo, ma non ci siamo mai allenati insieme. Abbiamo parlato poco. Però sì, mi piacerebbe molto farlo, perché da uno come lui si può imparare tantissimo».

Cosa le ruberebbe?

«Sicuramente la mentalità. La sua determinazione e la sua attenzione su ogni singolo punto. Secondo me è proprio quella continuità mentale che gli permette di vincere così tante partite».

E lei, invece, in cosa sente di dover crescere subito?

«Sempre nella mentalità. Nel riuscire a giocare tutti i punti con la stessa attenzione, senza troppi alti e bassi. Secondo me è questo che poi può cambiare una partita, ma anche una stagione».

Il torneo che sogna?

«Wimbledon. È sempre stato il mio torneo preferito. Da bambino sognavo proprio di vincere Wimbledon».

Intanto al Challenger di Napoli nessuno sembra imbattibile, è così?

«Ogni partita ha una propria storia, secondo me. Ognuno può battere chiunque ed è anche il bello di questo sport».

Fuori dal campo: un tennista con cui andrebbe a bere una Coca-Cola?

«Direi Alcaraz».

E uno con cui andrebbe in vacanza?

«Sempre Alcaraz… mi sembra uno che se la sa godere».

Intanto ha detto che se vince il torneo di Napoli indossa la maglia di McTominay, giusto?

«Sono tifoso del Palermo, ma lui è un giocatore che mi piace tanto, uno che non molla mai»


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