Bertolucci e la spietata analisi su Alcaraz: "Dice che ha un mirino sulla schiena ma quando perdi..."
Il peso del numero uno al mondo e il senso di avere un mirino costantemente puntato sulla schiena. Torna d'attualità negli studi di Sky Sport Tennis la frase che Alcaraz va ripetendo da settimane sulla sgradevole "caccia all'uomo" che tutti gli avversari fanno ai primi della classe. Uno status al quale il murciano si deve in qualche modo abituare, proprio come accadde a Sinner quando, per 65 settimane, si è ritrovato in cima al mondo. "Carlos e Jannik vivono tensioni diverse", ha detto Paolo Bertolucci nel salotto Sky. "Quando sei numero uno o numero due Atp e perdi due partite, come è accaduto a entrambi, la tensione si alza, è inevitabile".
Bertolucci e l'analisi dell'ansia che ha colpito Alcaraz
Bertolucci si è soffermato sui motivi per i quali Alcaraz ha finito per patire l'ansia da prestazione: "È come nello spogliatoio di una squadra, c’è armonia fino a quando si vince, poi quando perdi l’aria diventa meno leggera e qualciosa cambia perché quando perdi delle partite qualche domanda e qualche dubbio in testa ti viene e tutti questi sorrisi non li vedi più. Quando invece si vince lo spogliatoio è molto allegro. Qualsiasi giocatore che entra in campo e sfida il numero 1 o il numero 2 al mondo e lo batte si mette una tacca sulla racchetta che dura per tutto l’anno. Se sei numero 30 o 40 al mondo e batti Alcaraz o Sinner fai il colpo della stagione. Prendiamo Michelsen, ad esempio: io sinceramente non l’ho mai visto giocare così bene. C’erano dei momenti in cui Sinner era letteralmente sovrastato dai suoi colpi. Alla fine, poi, la differenza dei valori in campo arriva ma battere l'americano per Jannik non è stato affatto facile".