Sinner, Djokovic e Sabalenka contro i premi troppo bassi nei Grandi Slam: la lettera di fuoco per il Roland Garros

Dura presa di posizione dei top player nei confronti dei tornei del Grande Slam: ricavi dei giocatori non proporzionati alla crescita dei guadagni per gli organizzatori
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I tornei scorrono veloci, tra una vittoria e l'altra di Jannik Sinner, ma non tutto fila liscio nel mondo dorato del tennis professionistico, che si troverà gioco forza a dover affrontare un tema sollevato già da tempo da giocatori e giocatrici e che ritrova nuovo slancio in vista del prossimo Roland Garros. Secondo quanto riportato dal britannico 'Guardian', infatti, una ventina di top player di Atp e Wta avrebbe sottoscritto una lettera di fuoco, indirizzata agli organizzatori dei Grandi Slam.

Djokovic, Sinner e Sabalenka in 'prima fila'

Jannik Sinner, Novak Djokovic Aryna Sabalenka sarebbero tra i principali firmatari di una dichiarazione che esprime la delusione di giocatori e giocatrici per l'ammontare dei premi in denaro offerti dal Roland Garros. L'istanza è stata recepita da tanti altri top player, i quali ritengono di ricevere una quota insufficiente dei crescenti ricavi dai tornei dello slam e chiedono maggiori tutele anche sul fronte sanitario e pensionistico. Il Roland Garros ha annunciato un aumento del 9,5% del montepremi 2026, portandolo a 61,7 milioni di euro, con i vincitori dei tornei di singolare che riceveranno 2,8 milioni, ma secondo i giocatori, in percentuale sui ricavi, il montepremi si è in realtà ridotto: "Con ricavi stimati superiori a 400 milioni, è probabile che il montepremi in percentuale sui ricavi rimanga inferiore al 15%, ben al di sotto del 22% richiesto dai giocatori per allineare i tornei del Grande Slam a quelli dei circuiti Atp e Wta - recita la nota dei giocatori -. Inoltre, cosa anche più grave, non vengono affrontati i problemi strutturali sollevati nel corso dell'ultimo anno. I tornei dello Slam continuano a resistere al cambiamento. L'assenza di consultazione dei giocatori e la persistente mancanza di investimenti nel loro benessere riflettono un sistema che non rappresenta adeguatamente gli interessi di coloro che sono fondamentali per il successo di questo sport".


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